FASANO – L'incontro tra Paolo Fresu, numero uno del jazz italiano, e Paola Turci, la cantautrice che come poche altre nel panorama musicale nazionale riesce a fondere chitarra e voce con risultati ipnotici, ad ogni occasione si rivela straordinario: una sintesi perfetta tra padronanza artistica, classe e talento. E questa “magia” è stata profusa nella serata di ieri (venerdì 10 marzo), al Teatro Kennedy, con l’atteso concerto presentato in esclusiva regionale per la 34a stagione di Fasanomusica.
«Noi parliamo la stessa lingua – ha sottolineato in apertura la Turci –». Ma a ben guardare e sentire, l’alchimia esistente tra il noto trombettista e la raffinata artista non è solo questione di linguaggio musicale. È anche e soprattutto passione, determinazione, cuore, tutte doti che hanno portato il duo nella lontana Haiti (nel 2016, ndr), per ridare speranza ad una popolazione afflitta da un terribile terremoto. Un’esperienza che li ha legati in modo indissolubile.
Nel concerto fasanese hanno interpretato in chiave nuova pezzi della canzone d’autore italiana e internazionale, a partire da Preghiera in gennaio di Fabrizio De André, per poi proseguire con una toccante versione di Alleluja di Leonard Cohen, Cucurrucucù Paloma (nella versione cover di Caetano Veloso) e Dio, come ti amo di Domenico Modugno. Della trentennale carriera della Turci, il pubblico ha potuto ascoltare e apprezzare Volo così, Fuck you, Bambini, Adoro i tramonti di questa stagione. E poi ancora Questione di sguardi, successo riproposto in una versione travolgente, il fresco pezzo sanremese Fatti bella per te e, in chiusura, la romantica canzone d’amore Attraversami il cuore. Suggestivo anche l’assolo di Fresu, che ha unito il jazz della sua tromba alla sperimentazione.
In tutte le esecuzioni la voce femminile e grintosa, unita ai due strumenti, ha creato suggestive melodie che il gremito teatro avrebbe voluto ascoltare per tanto ancora, ma si è dovuto invece "accontentare" di un concerto da poco più di un’ora.


