FASANO – E’ stata pronunciata qualche giorno fa, dal Tribunale delle Imprese di Bari, una ordinanza relativa ad una annosa, complessa e delicata controversia giudiziaria, in materia di appalti pubblici, nella quale il Comune di Fasano rischiava di essere condannato al pagamento di circa 500.000 euro. Tale pagamento era stato richiesto dalla società Comat Costruzioni in liquidazione, in relazione alla progettazione della rete fognante e dei collettori esterni in tutto il territorio comunale di Fasano. I fatti che hanno dato luogo al giudizio risalgono ad oltre trent’anni or sono (il primo contratto di appalto risale al 1989, quelli successivi al 1994 e al 1999), e la società ricorrente ha chiesto al Tribunale delle Imprese di Bari, il pagamento dei lavori relativi al II, IV, VI e VII lotto, per complessivi 411.349,41 euro. Il Comune di Fasano, tempestivamente costituitosi in giudizio tramite i propri difensori, Avv.ti Ottavio Carparelli, capo dell’Avvocatura comunale e Elio Pappalepore del foro di Bari, ha eccepito, innanzitutto, l’inammissibilità dell’azione giudiziaria in quanto intrapresa innanzi al Tribunale delle Imprese con ricorso, e non con un atto di citazione introduttivo di un giudizio di cognizione ordinario, e, nel merito, ha contestato l’intervenuta prescrizione del credito azionato dalla società ricorrente, nonché il difetto di un preventivo provvedimento di collaudo delle opere pubbliche realizzate, quale presupposto necessario per richiedere il pagamento.
Il Tribunale barese ha accolto l’eccezione preliminare sollevata dal Comune di Fasano e ha dichiarato inammissibile il ricorso, dovendo l’azione giudiziaria tendente al recupero del credito, essere necessariamente intrapresa con un giudizio civile ordinario e non già con ricorso. Per il momento il pericolo della condanna per il Comune di Fasano è scampato, e, pertanto, si vedrà cosa accadrà nel giudizio ordinario che la società Comat Costruzioni in liquidazione eventualmente intraprenderà.


