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    Attualità

    Fabiano Amati: ‘Torno in consiglio senza rancore e con la solita amicizia’

    Il consigliere regionale fasanese si dice amareggiato dall'aver combattuto da solo questa battaglia giudiziaria ma ora vuol tornare a lavorare
    RedazioneDa RedazioneGennaio 30, 20154 minuti di lettura
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    Fabiano Amati: 'Torno in consiglio senza rancore e con la solita amicizia' - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Sarà un ritorno in consiglio regionale senza rancore, quello di Fabiano Amati. La prima sezione civile della Corte di Appello di Bari (presidente Vito Scalera) ha ieri (giovedì 29 gennaio) accolto il suo ricorso condividendo i motivi sulla legittimità costituzionale della legge Severino. E ora l'esponente fasanese del Partito Democratico potrà nuovamente tornare nella massima assise regionale dal momento che la Corte ha congelato la sospensione del maggio scorso, in attesa che sulla vicenda si pronunci la Corte Costituzionale.

     

    Dicevamo del ritorno senza rancore. Sì, perché in questa battaglia giudiziaria Amati è stato pressoché solo. I vertici del suo partito non hanno pressoché mai sprecato parole di solidarietà nei suoi confronti. "E' stata una vicenda molto tribolata però alla fine le cose della vita sono così se credi nella giustizia e hai ragione prima o poi le ragioni le trovi – ha detto come prima cosa Amati -. Mi ha molto addolorato non aver avuto al mio fianco la Regione Puglia in questa battaglia ma torno in Consiglio con la solita amicizia, nella speranza di poter fare ancora qualcosa in questo scampo di legislatura. Questa vicenda sia però di insegnamento per i miei colleghi: ci sono questioni che non vanno mai sottoposte a valutazione politica. Ora attendo le motivazioni della sentenza della Corte d'Appello di Lecce per la condanna a sei mesi per tentato abuso d'ufficio e poi impugneremo in Cassazione.

     

    "Non è dato comprendere quale sia la ratio della differenza, ed in particolare perché gli eletti in competizioni locali siano trattati ben più severamente dei parlamentari nazionali ed europei, apparendo invece semmai ragionevole il contrario proprio per la maggiore valenza istituzionale e costituzionale dei secondi" hanno scrittoi i giudici della prima sezione civile della Corte di Appello di Bari accogliendo il ricorso presentato da Amati.  Ora  gli atti passano alla Corte Costituzionale perché valuti la questione nel merito. I giudici di secondo grado hanno condiviso tutti e tre i motivi d'Appello proposti da Amati e dai suoi legali, gli avvocati Federico Rutigliano e Maria Paolillo. Nell'ottobre scorso, in primo grado, il tribunale di Bari aveva rigettato il ricorso di Amati. Impugnando quel provvedimento, i legali del consigliere regionale hanno posto tre questioni all'attenzione dei giudici civili di secondo grado: l'eccesso di delega nella formulazione della legge Severino (il Governo cioè sarebbe andato ben al di là di quanto chiesto dal Parlamento), la soglia pena di due anni per la sospensione dei parlamentari e senza limiti per i consiglieri regionali, e la irretroattività della norma. Con questa ordinanza i giudici hanno quindi revocato il provvedimento di sospensione di Amati dalla carica di consigliere regionale in virtu' del "diritto all'elettorato passivo di tutela costituzionale privilegiata". 

     

    E ora il ritorno in prima linea di Amati apre nuovi scenari anche in vista delle prossime elezioni regionali, sia a livello locale che provinciale. A Fasano chi si candiderà dovrà fare i conti con il ciclone Amati. Anche perché agli occhi della gente il consigliere del Pd, paradossalmente, potrebbe uscire rafforzato da questa vicenda. Agli occhi di tutti è chiaro che Amati sia rimasto vittima di un sistema di giustizia iniquo per certi versi. E poi non dimentichiamoci quanto ha fatto per la nostra città da quando è in Regione. A livello provinciale, poi, c'erano due piddini brindisini pronti a soppiantare Amati nella candidatura: il segretario cittadino Antonio Elefante e il presidente del consiglio comunale Luciano Loiacono. Davanti alla sentenza di ieri e alla ormai certa ricandidatura di Amati per i due addio sogni di gloria in quanto, oltre ad Amati, nella cinquina dei candidati entreranno gli altri due uscenti Pino Romano e Giovanni Epifani e due donne.

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