FASANO – Sedici anni a testa. Questa la richiesta di condanna formulata questa mattina (mercoledì 13 giugno) dal pm Milto De Nozza per i fratelli Annibale e Mario Scolti accusati di aver provocato la morte del 47enne fasanese Giovanni Bongiorno. La sentenza è attesa nelle prossime ore.
I due imputati si erano avvalsi del rito abbreviato condizionato. Nel corso delle precedenti udienze il gip Maurizio Saso aveva ascoltato i consulenti dell’accusa e della difesa, il medico legale incaricato dalla Procura e i due imputati. Il più grande dei due fratelli, Annibale, aveva addebitato diverse responsabilità al minore Mario colpevole, secondo il fratello, di aver dato un calcio alla vittima. Colpo che poi pare sia risultato fatale. Mentre accadeva questo Annibale, secondo la sua stessa versione, si era allontanato dal Bongiorno e dal fratello. Il fattaccio avvenne nella notte tra il 29 e 30 maggio dello scorso anno. Giovanni Bongiorno fu ridotto in fin di vita (morì dopo due giorni) in seguito ad un pestaggio in un bar di Fasano.
Poche ore dopo, gli investigatori fermarono i due fratelli, Annibale e Mario Scolti, rispettivamente di 29 e 19 anni, che furono fin dal primo momento accusati di tentato omicidio. Dopo due giorni, quando Bongiorno spirò e il 47 enne non ce la fece a sopravvivere i due germani vennero accusati di omicidio volontario. Secondo la ricostruzione dell’accusa, Annibale e Mario Scolti cominciarono a pestare la vittima, facendolo crollare rovinosamente a terra e continuando ad infliggergli calci e pugni fino a quando Bongiorno non venne ridotto in fin di vita, per poi darsela a gambe levate.


