Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Osservatorio FasanoOsservatorio Fasano venerdì 29, Maggio 2026
    Facebook Instagram YouTube RSS
    • Notizie
      • Ambiente
      • Attualità
      • Cronaca
      • Cultura & Spettacolo
      • Editoriale
      • Frazioni
      • Politica
    • Sport
      • Altri Sport
      • Basket
      • Calcio
      • Calcio a 5
      • Motori
      • Pallamano
      • Pallavolo
    • Rubriche
      • Arti e Mestieri
      • Cucina
      • Futility
      • Lavoro e Formazione
      • Scuola
      • Social
      • Tecnocrazy
      • Tradizioni
      • Utility
    • Vivi Fasano
      • Associazionismo
      • Commercio
      • Gastronomia
      • Imprese
      • La Guida
      • Servizi
      • Turismo
    • Mensile
      • In Edicola
    • Mediagallery
    • Archivio Storico
    Osservatorio FasanoOsservatorio Fasano
    Sei su:Home»Notizie»Attualità»Lo Zoosafari chiede tre milioni di danni al Comune di Fasano
    Attualità

    Lo Zoosafari chiede tre milioni di danni al Comune di Fasano

    La proprietà del noto parco faunistico denunciano comportamenti ostili da parte di alcuni vigili urbani e minaccia di lasciare Fasano
    RedazioneDa RedazioneGiugno 15, 201210 minuti di lettura
    Facebook Twitter Pinterest Telegram LinkedIn Tumblr Email Reddit
    Condividi
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest WhatsApp Email

    FASANO – Lo Zoosafari ha notificato un atto di citazione al Comune di Fa­sa­no, con richiesta di un mega-risarci­mento danni da 3 milioni di eu­ro. La vicenda che ha portato a que­ste clamorose conseguenze ha avuto inizio nel 2006. In quell’anno, infatti, col sequestro del cantiere per i lavori appena avviati all’interno del parco, venne impedito allo Zoosafari il mon­taggio di una modernissima giostra, chiamata “EuroFighter”. Se fosse sta­to possibile allestirla all’epo­ca, quella giostra a­vrebbe di sicuro rappresen­tato un impareg­gia­­bile richiamo per il parco di Fasanolandia, visto che nel 2006 essa sarebbe stata l’unica del suo genere attiva in Italia. «Ci è ancora incomprensibile – dichiara a Osservatorio Gianfranco Del­le Rose, addetto alle pubbliche rela­zioni dello Zoosafari – il motivo per cui, di fronte a documentazioni regolari, progetti a norma, versamenti eseguiti nei tempi richiesti, pareri favorevoli raccolti da ogni ufficio competente regionale, dispo­nibilità da parte nostra a rispondere sempre alle più svariate richieste, i vigili urbani si siano così caparbiamente acca­niti contro questa importante realizza­zio­ne». «Il danno economico effettivo – continua Delle Rose – sarà difficil­men­te calcolabile al centesimo. Si potranno co­mun­que valutare alcune vo­­ci, come gli anticipi versati ai costruttori dell’EuroFighter, i lavori di sbancamento eseguiti invano, gli interessi passivi, e simili. Ma come si quantificano i mancati ricavi che una giostra così innovativa avrebbe sviluppato? E ancora: quanto è stata gra­ve la caduta d’immagine che lo Zoosafari ha patito promuovendo per anni, in tutte le sue pubblicità, una attrazione che non c’era?». A supporto del ragionamento e del risentimento dello Zoosafari ci sarebbero «sentenze passate in giudi­cato che hanno chiara­mente dimostra­to la giustezza della richiesta di risarcimento avanzata» (così dicono i dirigenti del parco).

     

    Ma il problema serio è che il rap­porto fra la proprietà dello Zoosafari e il Comune di Fasano sembra essersi completamente deteriorato, e gli svi­luppi potrebbero essere ancora più clamorosi. Quali sono i motivi che hanno prodotto questo stato di cose lo si comprende dalla esposizione dei fatti che ci fa  Gianfranco Delle Rose: «Da almeno sei anni lo Zoosafari, fiore all’occhiello per l’intera regione e pos­sia­mo affermare realisticamente per tutto il Meridione d’Italia, proprio nella sua città ha trovato dei nemici irriducibili che gli stanno rendendo la vita impossibile. Que­­sta è una formale denuncia che la pro­prietà dello Zoosafari lancia a tutti gli organi di stampa perché arrivi forte e chia­ra soprattutto ai fasanesi, e poi a tut­ti gli altri. Da sei anni alcuni compo­nen­ti del comando dei vigili urbani di Fa­­sa­no, forse sostenuti dagli amministratori pub­blici, hanno creato ostacoli al corretto svolgimento delle normali attività della nostra struttura, così complessa e pode­ro­sa. Ci spiace denunciare la palese avversione che in questi anni è continuata senza sosta, arrivando talvolta a vere e proprie dichiarazioni di guerra. Tanto per citarne una delle ultime, riportiamo quanto detto da un graduato dei vigili ur­bani a una rappresentanza dello Zoosa­fari che, per l’ennesima volta, lamen­ta­­va qualche comportamento poco piace­vo­le di suoi subalterni: “A me dello Zoo­safari non me ne importa un bel nien­te, è una attività privata come tutte le altre, e non si fanno favoritismi…”. Sia­mo più che mai d’accordo sull’eguaglianza, ci mancherebbe altro, ma non possiamo subire passivamente che su un nostro terreno, proprio in zona prospiciente l’in­gresso del parco, vengano ad operare chioschi che vendono “food and beverage” o altri prodotti, col benestare di permessi rilasciati dall’ufficio compe­ten­te del comando vigili urbani. Questo è un abuso intollerabile, che va a scapito dell’immagine dello Zoosafari e crea un danno economico alle attività dello stesso settore che agiscono all’interno del parco. Di recente lo Zoosafari aveva posto in es­sere rapporti commerciali con attività di questo tipo, ma la cosa è risultata essere improponibile: per tal motivo si erano rescissi tutti gli accordi. I vigili urbani non possono autorizzare, per chissà quale ca­vil­lo, persone a svolgere attività lesive per l’immagine dello Zoosafari. Ci sem­bra un abuso! Sempre i vigili urbani, poi, insensibili alle suppliche dello Zoosafari, continuano ad autorizzare manifestazio­ni che abbisognano, per il loro espleta­men­to, della chiusura di strade di accesso di vitale importanza per lo Zoosafari, soprattutto in particolari giorni festivi, quando l’affluenza di visitatori allo Zoosafari cresce notevolmente. L’ultimo epi­so­dio si è registrato il 2 giugno, no­to­riamen­te giornata “calda” per l’afflusso di visitatori, quando si è autorizzata una “passeggiata in bici” che ha causato non pochi disagi alla circolazione del traffico lungo la strada di accesso allo Zoosafari, e danni economici alla nostra struttura! Per completamento d’informazione, ricor­diamo che c’è un’ordinanza del que­sto­re che stabilisce l’impossibilità di or­ga­nizzare manifestazioni nei giorni a ri­schio. Spessissimo in questi ultimi an­ni, in quei famosi giorni a rischio, Pasquet­ta, 25 aprile, 1º maggio, 2 giugno e altri, si notava a un certo momento della gior­nata uno stranissimo fenomeno, mai acca­duto prima, cioè l’interruzione repen­ti­na del traffico. La cosa provocava non poco stupore nel personale dello Zoosa­fa­ri, che alla fine è riuscito a comprendere il motivo che provocava questo fenome­no. Il traffico veniva interrotto da solerti vigili, che si sentivano in diritto di annun­ciare agli automobilisti in attesa che, per quel giorno, lo Zoo aveva chiuso i bat­tenti perché pieno come un uovo. Sempre con la stessa solerzia, quindi, li consiglia­va­no di fare retromarcia e cercarsi altre mete turistiche…! Oltre al fatto che più di un responsabile dello Zoo ha sentito di­retta­mente queste affermazioni, ahimè, ci sono anche le decine e decine di improperi che arrivavano al centralino del parco, lamen­tando un comportamento poco  professionale da parte nostra». 

     

    In base a questo lungo sfogo, dun­que, sembrano un lontanissimo ri­cor­do i tempi in cui tutto filava liscio, e tra gli amministratori comunali, il comando dei vigili urbani e lo Zoosa­fa­ri c’era piena armonia. Uno dei frutti tangibili di quei tem­pi fu l’istituzione di un biglietto spe­ciale per i residenti a Fasano, che consentiva a tutti i fasanesi di entrare in qualsiasi momento per godere delle strutture, dietro pagamento di un piccolo contributo. «Purtroppo le cose non stanno più co­me qualche anno fa – continua Delle Rose –. Oggi c’è un muro tra noi e il co­mando dei vigili urbani, i quali, a dispet­to dell’imparzialità del ruolo che sono chiamati a svolgere, spessissimo dimostrano la loro faziosità. Per questa antipatica situazione la proprietà dello Zoo­-safari ha deciso di cambiare radicalmente atteggiamento: pur rimanendo orgogliosamente un simbolo per Fasano, perse­gui­rà una serie di iniziative che saranno da ascriversi direttamente alla guerra mai dichiarata da certi soggetti in forza attual­mente nel comando dei vigili urbani. Alcune delle scelte sono già state attuate, altre sono in via di definizione, e sono le se­guenti. 1) Innanzi tutto abbiamo da­to il via a una sacrosanta azione le­gale per il ri­sarcimento del danno subìto a sèguito di una scellerata e immotivata condotta, che non ci ha permesso di installare a tem­po debito la giostra denominata “EuroFighter”. 2) Si è già dato il via al pro­get­­to per la costruzione del nuovo parco acquatico, che in origine do­ve­va essere realizzato nella nostra Fa­sa­no, ma visto l’ennesimo ritardo riscon­trato e l’a­sprez­za dei rapporti descritti, si è optato per la più aperta e pragmatica Monopoli (a li­vel­lo burocratico). 3) Da tempo abbiamo abolito il biglietto speciale per i fasanesi, che tanto gradito era per tutti i nostri con­cittadini. 4) Visto il pericoloso perdu­ra­re dell’ostracismo messo in atto, di­ven­ta sempre più concreto il progetto di trasferire buona parte delle specie animali o­spiti dello Zoosafari nel nuovissimo e supertecnologico parco faunistico di Ra­ven­na, denominato “Le Dune del Delta”. La traslazione sarebbe favorita anche dalle pressanti e calorose sollecitazioni che da tempo ci pervengono da molti dei Comu­ni vicini alle foci del Po, a cominciare dal capoluogo Ravenna. Sin dalla prima presentazione del progetto la disponibilità è stata totale, e la collaborazio­ne encomia­bile a tutti i livelli. Gli am­ministratori at­tenti e capaci di quella zo­na spingono affinché noi si arricchisca il parco “Le Du­ne del Delta” facendolo divenire il nu­me­ro uno nel panorama nazionale e tra i più importanti d’Europa. Questi due traguar­di li abbiamo già raggiunti e consolidati da un decennio proprio con lo Zoosafari. Se si decidesse in via definitiva di adottare questa scelta, si avrebbero una se­rie di conseguenze a catena: il sicuro de­classamento dello Zoosafari, la metà del personale e forse più da lasciare a casa, riduzione drastica di lavoro anche per l’in­dotto, e, in uno scenario di crisi profonda, seri rischi che in un prossimo futuro lo Zoo­safari di Fasano possa subire la sorte del fatiscente Zoo di Oria. In questa atti­vi­tà, o si è grandi, oppure chiudi. Ave­va­mo il diritto e il dovere di far sapere a tut­ti i cittadini fasanesi, i quali sin dal primo mo­mento ci hanno accolto con amicizia, rispetto e affetto, come stanno in realtà le cose. La nostra, per il momento, è solo una denuncia-sfogo. Se le cose torneran­no come negli anni passati, saremo ben lieti di continuare la nostra missione, per la riconoscenza che dobbiamo a tutti voi e al non dimenticato Matteo Colucci». Già, Matteo Colucci! Ne è pas­sato di tempo da quando “don Matteo” pensò di realizzare lo Zoosafari, sa­pendo che stava per concretizzare il sogno della sua vita. La sorte non gli concesse di poterlo tramandare ai suoi parenti, e quindi, prima di lascia­re la vita terrena, s’impegnò mol­to per trovare successori degni della sua impresa e che fossero all’altezza dell’arduo compito. Il dott. Colucci aveva imparato, infatti, quanto fosse impegnativo, stressante e dispen­dio­so tenere in piedi la sua “visione”. Per tale motivo soleva ripetere ai conoscenti: «Il giorno in cui ho incon­tra­to Ugo De Rocchi (attuale titolare del­lo Zoosafari, ndr) è stato uno dei po­chi giorni fortunati della mia vita. Pensavo che fosse impossibile tro­va­re persone che abbinassero, in modo e­guale, spirito imprenditoriale e pas­sio­ne per gli animali». A trattative concluse, Matteo Colucci disse agli attuali proprietari dello Zoosafari: «Adesso sono tranquillo di aver mes­so nelle mani giuste il mio sogno. Gra­zie a voi, forse, qualcuno si ricor­derà di me anche dopo la mia morte» (a tal proposito, sarebbe desiderio del gruppo De Rocchi che almeno una via o una piazza della nostra città fos­se intitolata al creatore dello Zoo).

     

    «Profezia più azzeccata, don Matteo non avrebbe potuto farla neanche se a­ves­se letto nella sfera di cristallo – conclude Delle Rose –. La famiglia De Rocchi per più di vent’anni ha assolto brillante­men­te il suo compito e ha mantenuto, oltre o­gni più rosea previsione, la parola d’ono­re data a suo tempo a Matteo Colucci. In qua­si cinque lustri di gestione, i De Roc­chi hanno costantemente investito per mi­gliorare il parco, sotto ogni punto di vi­sta. Hanno fornito alla comunità fasa­nese centinaia di posti di lavoro, diretti e in­dotti. Hanno condotto la città di Fasa­no alla notorietà internazionale. Hanno continuato a investire in strutture che han­no permesso di incrementare le unità lavorative e al contempo accresciuto la capacità ricettiva della zona. Non hanno mai lesinato supporto economico e logi­stico alle tante iniziative proposte dalla co­munità locale. Sono riusciti a legare indissolubilmente il nome dello Zoosafari a quello di Fasano, trasformando il vecchio “Fantasylandia” in “Fasanolandia”, un vero e proprio atto d’amore per la città, stipulato con l’allora sindaco Donato De Carolis. Il gruppo De Rocchi ha promosso e finanziato programmi televisivi sui più gros­si net­work nazionali (Rai e Media­set su tutti), ha sottoscritto accordi con prestigiose società di produzione cinematografica, affinché scegliessero la nostra zona come location. L’elenco sarebbe lun­go, ma ci fermiamo qui». L’augurio obbligatorio per ogni citta­dino fasanese dotato di buon senso è che questo stato di tensione cessi al più presto. Non vorremmo che, alla fine, Fasano rischiasse di perdere an­che questa struttura turistica, che ha diffuso il nome della nostra città in tutto il mondo, e che assicura oltre duecento posti di lavoro.

     

    Galleria di immagini:

    Condividi. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Reddit WhatsApp Telegram Email
    Articolo PrecedenteVertenza Monna De’lizia: si torna a parlare ma niente fatti
    Articolo Successivo Giugno Fasanese: ecco l’affascinante Scamiciata
    Redazione

      Articoli Correlati

      Torna “L’Antico Richiamo” a Egnazia: tre giorni tra musica, versi e grandi protagonisti della poesia contemporanea

      Maggio 29, 2026

      Saggio di fine anno accademico per lo Studio 54, tra riflessioni sociali e fantasia

      Maggio 29, 2026

      Conferenza stampa di presentazione cartellone WOW! Fasano

      Maggio 29, 2026
      Gli articoli più letti

      Torna “L’Antico Richiamo” a Egnazia: tre giorni tra musica, versi e grandi protagonisti della poesia contemporanea

      Maggio 29, 2026

      Saggio di fine anno accademico per lo Studio 54, tra riflessioni sociali e fantasia

      Maggio 29, 2026

      Dall’A1 alla Puglia: Alice Turco prende in mano le chiavi della regia della Olio Pantaleo Fasano

      Maggio 29, 2026

      Conferenza stampa di presentazione cartellone WOW! Fasano

      Maggio 29, 2026
      Rimani in contatto
      • Facebook
      • Instagram
      • YouTube

      Osservatorio Oggi – Giornale online di Fasano.
      Aggiornamenti quotidiani su cronaca, sport, eventi, cultura, turismo e associazionismo nel territorio pugliese.

      Facebook Instagram YouTube RSS
      Sezioni
      • Notizie
      • Sport
      • Vivi Fasano
      • Rubriche
      • Mensile
      • Mediagallery
      Vivi la Città
      • Servizi
      • Turismo
      • Imprese
      • Commercio
      • Gastronomia
      • Associazionismo
      • La Guida
      Informazioni
      • Redazione
      • Contatti
      • Cookie Policy (UE)
      • Privacy Policy
      © 2026 OsservatorioOggi.

      Digita qui sopra e premi Invio per cercare.

      logo osservatorio oggi fasano
      Gestisci Consenso
      Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
      Funzionale Sempre attivo
      L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
      Preferenze
      L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
      Statistiche
      L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
      Marketing
      L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
      • Gestisci opzioni
      • Gestisci servizi
      • Gestisci {vendor_count} fornitori
      • Per saperne di più su questi scopi
      Visualizza le preferenze
      • {title}
      • {title}
      • {title}