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    Cultura & Spettacolo

    ‘I colori della voce’: un inno al bel canto al Teatro Sociale di Fasano

    L'accademia presieduta dal soprano Grazia D'Aversa ha voluto chiudere l'anno di lezioni con un applauditissimo spettacolo
    RedazioneDa RedazioneGiugno 16, 20154 minuti di lettura
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    'I colori della voce': un inno al bel canto al Teatro Sociale di Fasano - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Partiamo dal presupposto che chiamarlo saggio sarebbe riduttivo. Quello portato in scena ieri sera (lunedì 15 giugno), al Teatro Sociale, dall'accademia di canto "I colori della voce" è stato uno spettacolo vero e proprio. E che spettacolo. Innanzi tutto si rasenta il miracolo nel constatare il livello dei cantanti (grandi e piccini) se si considera che il sodalizio, presieduto dal soprano Grazia D'Aversa e con sede nella zona industriale nord di Fasano, è nato qualche mese fa ed esattamente nell'ottobre del 2014. Ma non è solo il livello qualitativo degli interpreti a sorprendere ma anche l'organizzazione dello spettacolo, musicisti bravissimi, giuria qualificata, ospiti di qualità e una struttura audio perfetta. Lo spettacolo ha richiamato molto il festival di Sanremo, volutamente. La serata, presentata da Laura Sammataro, attrice e vicepresidente dell'Accademia, si è aperta con l'esibizione di alcuni ballerini della scuola "Barrio caliente" di Martina Franca. Poi ecco la prima sorpresa: "La compagnia dei 5+2". Gli attori-cantanti Antonio Rotondo, Vitaliano Minò, Marianna Mariano, Rossella Vinci e Pamela Di Bari, si rifanno agli Oblivion, gruppo comico musico-teatrale bolognese ormai noto a livello nazionale per le parodie che porta in scena. E già da subito si ride ma si nota anche come ci si trovi davanti a ragazzi che di amatoriale hanno davvero poco data la loro bravura. "Pinocchio in sei minuti" è il loro primo quadro a cui seguiranno, nel corso dello spettacolo, "I promessi sposi" e "Inferno".

     

    Poi la gara. I cantanti sono stati suddivisi in due categorie: "Nuove proposte" e "Big". A giudicarli la giuria composta da Massimiliano Conte, Camillo Pace, Giuseppe Corrieri e Mimmo Capozzi. I  primi tre musicisti di livello nazionale, il quarto noto regista-attore fasanese. Ad accompagnare le "ugole sul palco" Nico Dramessino alle tastiere, Andrea Semeraro alla batteria e Carlo Putignano alla chitarra. A vincere nelle "Nuove proposte" è stata la fasanese Maria Rubino, 17 anni, che ha cantato Per tutta la vita di Noemi. Menzione speciale per la piccola Elisabetta Colucci, 9 anni, anch'essa di Fasano, che ha proposto Gli ostacoli del cuore di Elisa. Quest'ultima ha poi sorpreso ancor di più nella seconda parte nel ruolo di conduttrice al fianco della Sammaturo. Gli altri allievi in gara erano Antonio D'Aprile (ha cantato Fatti avanti amore di Nek), Lia Loliva (Colpo di fulmine di Anna Tatangelo), Giuseppe Cipriani (Vamos a bailar di Paola e Chiara) e Taila Santoro (Splende di Annalisa Scarrone).

     

    Nella categoria Big, invece, dove la scelta per i giurati è stata ancora più difficile, a vincere è stata la fasanese Francesca Pagnelli con una splendida interpretazione di Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina. Anche in questa categoria i giurati hanno voluto consegnare una menzione speciale al talento ad Antonio Rotondo presentatosi con La più grande conquista, brano scritto dallo stesso giovane autore. A salire sul palco tra i Big anche Mariana Tauro (Un'emozione da poco di Anna Oxa), Leo Amati (Una lunga storia d'amore di Gino Paoli), Marianna Mariano (Per sempre di Nina Zilli), Lorenzo Bongiorno (Sognami di Biagio Antonacci), Vitaliano Minò (Dio come ti amo di Domenico Modugno) e Angelica Di Giuseppe (Fa che non sia mai di Eramo e Passavanti).

     

    Le esibizioni dei cantanti sono state intervallate da alcuni ospiti, come già detto, di qualità. Il soprano Rossella Vinci, accompagnata al piano da Egidio Cofano, ha proposto Vedrai carino di Mozart; il violista Giuseppe Corrieri e il pianista Massimiliano Conte Marchenbilder op. 113; Pamela Di Bari ha cantato I surrender di Celine Dion con tanto di coreografia e ballerina sul palco; il tenore Donato Scialpi in Figaro dal Barbiere di Suviglia; il soprano Miriana Lacarbonara ha deliziato il pubblico con Mon coeur s'ouvre a ta voix dal Smson et Dalila di Camille Saint-Saens e Claudia Ancona, accompagnata dai ballerini di Barrio caliente, ha chiuso le ospitate con Uptown funk di Bruno Mars.

     

    Discorso a parte meritano le esibizioni della direttrice e proprietaria dell'accademia Grazia D'Aversa e del musicista jazz Camillo Pace. La prima, accompagnata dall'intero gruppo di musicisti presente, ha presentato Amado mio e Un giorno per noi, con due particolari e bellissimi arrangiamenti. Il secondo ha proposto la sua bellissima E allora balla. Pace ha voluto dedicare il brano al trombettista Marco Tamburini, suo amico personale e noto musicista jazz anch'esso, scomparso prematuramente a causa di un incidente stradale. Poi sipario su una serata lunga ma per certi aspetti indimenticabile col pubblico che è andato via più che soddisfatto per la qualità dello spettacolo.

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