FASANO – Ora è ufficiale. Il Montalbano Folk Fest, almeno in questo 2015, non si farà. La conferma arriva dal direttore artistico del festival Massimo Vinale che intende anche precisare alcune questioni dopo che Osservatoriooggi aveva sollevato la questione della mancanza di fondi. "Con riferimento all’articolo apparso su OsservatorioOggi, a proposito della sorte del Montalbano Folk Fest, è doveroso fare delle precisazioni – scive Vinale -. Intanto, si coglie l’occasione per ringraziare il quotidiano online per la consueta attenzione dimostrata nei confronti di una 'manifestazione culturale di livello nazionale'. In secondo luogo, l’idea di rinunciare alla sesta edizione del Montalbano Folk Fest non è attribuibile, in termini di responsabilità, all’Amministrazione comunale, atteso che l’organizzazione della rassegna è meravigliosa opera dell’associazione culturale “A Sud – La Compagnia dei Sognatori”. Vero è che l’Amministrazione Di Bari, grazie all’interessamento dell’ex assessore Laura De Mola, ha già corrisposto un contributo di 3.000 euro e si è impegnata a riconoscerne un secondo di 2.000 (quando sarà approvato il bilancio, ndr), per un totale di 5.000 cinquemila euro. Tanta roba, se si pensa che la Provincia di Brindisi, in 5 anni, non ci ha riconosciuto nulla e che la Regione Puglia, per le 5 edizioni, ha stanziato, complessivamente, 3.200 euro.
La notizia, fondata – continua Vinale -, che per il 2015 non si terrà la sesta edizione del Montalbano Folk Fest e non sarà assegnato il Premio “Dolmen” era già circolata nell’agosto 2014, quando dichiarai alla stampa che “per ogni cosa c’è il suo momento. C’è un tempo per ballare e un tempo per pensare”. Ciò detto, lascio all’intelligenza di ciascuno le valutazioni sui criteri di distribuzione delle risorse pubbliche ad enti e associazioni, atteso che gli spettacoli proposti dalla nostra rassegna sono stati tutti gratuiti. Non ultimo, mi piace sottolineare che il Montalbano Folk Fest è opera di un gruppo di “sognatori” che ha dimostrato di saper fare cose egregi senza, di fatto, nutrirsi dalla “mammella pubblica” e che non ha avuto il sostegno economico e morale che, probabilmente, meritava non soltanto dagli enti pubblici".