FASANO – E' cominciato ieri (lunedì 3 agosto), da parte del sindaco di Fasano Lello Di Bari, del vicesindaco Gianleo Moncalvo, del consigliere delegato al bilancio Pinuccio Zaccaria e della dirigente alle risorse Marisa Ruggiero, il lavoro di tagli da operare al bilancio dopo la bocciarura in consiglio comunale degli aumenti Tari e addizionale Irpef. Già durante la conferenza stampa di presentazione della 45esima "Mostra dell'Artigianato Fasanese" il primo cittadino aveva annunciato che avrebbe usato una "mannaia" dato che ci sono ben due milioni di euro da recuperare per far quadrare i conti. Mannaia che andrà ad abbatersi, a quanto pare, su settori come la cultura, servizi sociali ed ecologia.
Non sono ancora chiare le voci eliminate dallo strumento finanziario. Il sindaco ha dichiarato, infatti, che sarà lui stesso a renderle note appena il lavoro sarà ultimato ma l'impressione è che nei prossimi mesi Fasano vivrà un periodo di austerity senza precedenti. Sempre ieri, durante la conferenza stampa, polemicamente, Di Bari ha detto che chiederà scusa alla città per questo anche se non è colpa sua ma "di quei consiglieri che con falsa demagogia hanno bocciato gli aumenti Irpef e Tari che erano necessari ai fini, appunto, del bilancio. Se non riusciremo a realizzare molte cose la colpa non sarà nostra. Sia chiaro che a nessuno piace aumentare le tasse ma c'errano motivi contingenti per far questo".
Oltre alla crisi politica, dunque, Di Bari sta facendo fronte ad una vera e propria crisi economica dell'ente. Nelle prossime ore si dovrebbero conoscere le prime voci saltate e alcuen potrebbero anche essere clamorose.


