FASANO – A livello politico tiene ancora banco la questione di Loredana Legrottaglie, Vittorio Fanelli e Sante Livrano, i tre espulsi dal Partito Democratico di Fasano in quanto alle scorse comunali hanno appoggiato il candidato sindaco Giacomo Rosato sceso in campo in contrapposizione a Francesco Zaccaria, espressione piddina. Dopo le frecciate velenose della Legrottaglie ecco giungere anche le considerazioni sulla questione di Fanelli, nella scorsa amministrazione capogruppo Pd in consiglio comunale.
"Prendo atto del provvedimento disciplinare predisposto nei miei confronti – dice Fanelli -. Voglio solo precisare che le scelte politiche delle volte scaturiscono da un'analisi dei comportamenti e delle proposte che precedono le consultazioni. Nella precedente tornata elettorale che mi ha concesso il privilegio di essere eletto consigliere comunale del Partito Democratico, ho portatato avanti con serietà il mandato cercando di fare sempre scelte giuste per la comunità fasanese e questo nonostante il mio candidato sindaco abbia ben pensato di dare le dimissioni ancor prima di occupare il ruolo di leader dell'opposizione in consiglio e nonostante gli stessi consiglieri non abbiano mai ricevuto solido appoggio e sostegno da parte dei partiti di provenienza. Opposizione seria dicevo, che si è conclusa con l'atto di sfiducia all'allora maggioranza. Questo assist politico non ha determinato nel Partito Democratico una chiara volontà di programmazione. Essendo dimissionario, per obbligo morale ho dovuto scegliere, seguendo i giusti tempi che la politica detta, un progetto. Una scelta sofferta che ha premiato la continuità di un lavoro svolto in consiglio. Nonostante il mio precedente successo elettorale non ho mai ricevuto dai dirigenti locali e non, proposte di lavoro concrete che potessero soddisfare con chiarezza progetti politici virtuosi. Con discutibile tempismo sono state fatte scelte da me non condivisibili e con discutibile tempismo mi è stata notificata questa missiva. Pertanto, "dura lex sed lex" ma ritengo che questo provvedimento non entri nel merito delle questioni e non vada ad analizzare fatti e responsabilità".


