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    Cronaca

    Incidente sulla Statale 172: il centauro morto aveva perso anche una sorella nello stesso modo

    Il 35enne Stefano Landolfa era sposato e aveva un bambino di tre mesi: la sorella Mariarita perse la vita in un altro incidente nel 2009
    RedazioneDa RedazioneAprile 16, 20174 minuti di lettura
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    Incidente sulla Statale 172: il centauro morto aveva perso anche una sorella nello stesso modo - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Stava tornando a casa, dalla sua famiglia, dalla sua amata moglie e dal figlioletto di appena tre mesi dopo una passeggiata in moto con un gruppo di amici. Con loro avrebbe trascorso la Pasqua. Con loro avrebbe voluto trascorrere sicuramente tantissimi altri anni. Ma il destino ha deciso diversamente accomunandolo a quello della sorella, anche lei morta giovanissima, per incidente stradale. La vita di Stefano Landolfa, 35 anni, dentista di Mesagne, si è spenta ieri pomeriggio (sabato 15 aprile) sulla Statale 172, al km 8, in territorio di Fasano. L’uomo era in sella alla sua potente Aprilia 1000 e viaggiava in direzione Fasano quando, per cause tutte da chiarire, ha perso il controllo della due ruote finendo, in prossimità di una curva, su di un camper di una famiglia di turisti napoletani che, dopo aver trascorso il pomeriggio allo Zoosafari, si stava dirigendo ad Alberobello. Lo schianto è stato terribile. Landolfa è finito di testa sul parabrezza del camper ed è poi caduto sulla carreggiata. La moto si è invece incastrata sotto il guard rail dalla parte opposta. Le condizioni del centauro sono subito apparse gravi. Il suo corpo riverso faccia a terra non lasciava presagire nulla di buono. Alcuni amici del motociclista hanno immediatamente allertato il 118. Un'ambulanza è giunta sul posto e viste le condizioni del giovane, che aveva perso tantissimo sangue, ne ha immediatamente disposto il trasferimento all'ospedale Perrino di Brindisi dove però il mesagnese è spirato.

     

    Illesi gli occupanti del camper ma tanto spavento anche per la presenza di alcune bambine. Una di queste è stata testimone oculare dello scontro. Era seduta accanto al padre che guidava il mezzo. L’uomo ha raccontato di aver visto arrivare ad alta velocità la moto e di aver tentato di sterzare verso destra per evitare l’impatto e soprattutto per salvaguardare la sua bambina ma non ce l’ha fatta. Immagini che resteranno indelebili negli occhi di questa famiglia giunta nel Fasanese per trascorrere Pasqua e Pasquetta. Alla notizia della morte del centauro, giunta quando ancora si stavano effettuando i rilievi, i coniugi napoletani si sono disperati. Ci hanno pensato gli stessi amici della vittima a rincuorarli. Dopo di che il gruppo di motociclisti, saputo della tragedia, si è diretto a Brindisi. Sul posto è giunta una pattuglia della Polizia locale che ha gestito la viabilità sino all'arrivo di una pattuglia dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Fasano che ha effettuato i rilievi. Notevoli rallentamenti si sono registrati al traffico già di per se intenso dato il periodo festivo fino a quando i mezzi non sono stati rimossi.

     

    Dicevamo del tragico destino che ha purtroppo accomunato Stefano Landolfa alla sorella. Quest’ultima, Mariarita, è anch’essa deceduta in un tragico incidente stradale l’11agosto del 2009 all’età di 30 anni. Era a bordo di un’Alfa 156 condotta da un amico. Con loro anche un altro ragazzo. Era l’alba e i tre giovani stavano percorrendo la strada provinciale 74 Mesagne – San Pancrazio Salentino. L’auto si schiantò contro un albero, forse complice l’alta velocità. Dovettero intervenire i vigili del fuoco per estrarre i tre ragazzi dalle lamiere del mezzo ma per Mariarita Landolfa non c’era più nulla da fare mentre gli altri due ragazzi rimasero feriti.

     

    Stefano Landolfa era la prima volta che usciva con il gruppo di centauri con cui ieri ha deciso di fare una passeggiata approfittando della vigilia festiva. Era stato un amico comune ad invitarlo nel gruppo ma tra motociclisti, si sa, non conta l’anzianità nelle uscite ma la passione per le due ruote. Si diventa subito amici. Una passione, però, costata cara al 35enne dentista. Il gruppo di motociclisti aveva perso di vista Stefano. Quest’ultimo, infatti, si era staccato dal gruppo in prossimità di uno dei semafori posti sulla Statale 172. Il rosso aveva costretto tutti a fermarsi, tranne Stefano. Lui era riuscito a beccare il verde perché avanti qualche centinaio di metri rispetto agli altri. Questione di secondi. Quando i motociclisti sono arrivati sul luogo dell’incidente hanno visto il loro amico esanime sul selciato. In una pozza di sangue. Nessuno ha osato togliere il casco a Landolfa. Hanno atteso che lo facessero i sanitari del 118 allertati proprio dai centauri. Quando il 35enne è stato portato via pare respirasse ancora ma era chiaro a tutti che la situazione fosse grave. Gli stessi motociclisti hanno atteso i carabinieri per lasciare le varie testimonianze. Poi la notizia della morte del giovane e il mesto ritorno a casa.

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