FASANO – Sono trascorsi quasi sette mesi dal 19 gennaio scorso quando il Comando dei Carabinieri per la tutela della salute, i Nas di Taranto, effettuarono una verifica ispettiva presso l'immobile, di proprietà del Comune di Fasano, destinato a sede del canile rifugio comunale, sito in c.da Abaterisi. Avendo accertato una situazione di carenze igienico sanitarie e strutturali, già in precedenza segnalate, il Nas sottopose l'intero immobile destinato a sede del canile-rifugio, a sequestro preventivo, sequestro successivamente convalidato dal competente Organo giudiziario. A marzo la Procura della Repubblica di Brindisi autorizzò il Comune di Fasano ad accedere al canile comunale per iniziare i lavori di messa in sicurezza dopo che la Giunta comunale, allo scopo di eliminare le suddette carenze igienico-sanitarie e strutturali, sulla scorta della relazione della Direzione Lavori Pubblici dell'Ente locale, con deliberazione n. 25 del 17 febbraio scorso, aveva esattamente individuato le opere da eseguire per la messa in sicurezza dell'immobile. Il Sindaco, quindi,conferì mandato al Dirigente l'Avvocatura comunale, avv. Ottavio Carparelli, di avanzare istanza presso la Procura della Repubblica di Brindisi, di autorizzazione in favore dell'Ente locale, all'ingresso presso l'immobile destinato a canile comunale, per eseguire le suddette opere. L'autorizzazione venne concessa dalla Procura di Brindisi, con provvedimento del 13 marzo, notificato al Comune di Fasano, per il tramite del Nas di Taranto, in data 24 marzo. La Procura stabilì come termini perentori per la esecuzione delle opere 60 giorni dalla data di effettivo inizio dei lavori.
Ebbene di quei lavori, ad oggi, non c'è stata neppure l'ombra tranne che un terreno arato. La lentezza della macchina comunale ha paralizzato di fatto anche l'attività stessa del canile e dell'associazione "Quattrozampe nel cuore" che non può far entrare e uscire cani. Paralizzata l'attività d'adozione mentre se vengono trovati cani randagi i volontari sono costretti a portarseli a casa e ad accudirli. Una situazione paradossale anche perché il Comune, subito dopo il sequestro, sembrava volesse bruciare i tempi per sistemare la struttura. Invece, come detto, a distanza di mesi è tutto fermo. Per colpa di chi?


