FASANO – Si intitola “L’amante alchimista” (Edizioni Piemme) il libro di Isabella Della Spina presentato ieri sera (domenica 6 agosto) nel gazebo dell'Hotel Sierra Silvana a Selva di Fasano. Isabella Della Spina è il nom de plume di due autrici: Sonia Raule e Daniela Ceselli. A presentare il libro, alla Selva, era presente Sonia Raule, assieme alla nota imprenditrice Sabina Ciuffini. Ad introdurre l'incontro, organizzato dalla locale sezione dei Presidi del Libro e inserito nelprogramma di "Selva in Festival", lo scrittore Vito Bianchi. La Raule, pungolata dalla Ciuffini, ha raccontato il suo lavoro soffermandosi sui temi del libro: le donne del Rinascimento e il potere, dai Medici agli Sforza, dagli Este ai Gonzaga, un magistrale affresco del quattrocento, scandito dalle passioni e dalle contraddizioni delle sue protagoniste.
«Perché il Rinascimento – ha sottolineato la Raule -? Perché in quel periodo c’è stato un concentrato di donne di potere in Italia come non mai, donne colte e astute come Isabella d’Este o sanguigne come Caterina Sforza che combatteva con la sua spada incinta di otto mesi e adorava gli intrighi romani. Un tempo in cui le donne avevano accesso alla cultura e alle arti, imparavano a camminare e subito si ritrovavano a ballare e danzare con le scarpette ai piedi, imparavano a parlare e subito studiavano latino e greco». Sonia Raule ha dedicato tre anni alle sue ricerche e alla scrittura del libro che nasce quasi come una sceneggiatura storica. La figura della donna, in ogni sua sfaccettatura, su tutto. « Nel Rinascimento – ha sottolineato l'autrice – avevano addirittura una rete di spie per farsi raccontare i reciproci vestiti, i segreti di corte, a un certo punto era diventato di moda farsi scaldare il letto da una negretta e loro capricciosette e viziate strapazzavano gli ambasciatori perché gliene procurassero una. È un gran peccato». L’unica solidale della compagnia è Margherida, l’alchimista, donna colta, brillante, indipendente; e che non brilla di luce riflessa maritale. Una splendida single, per quanto capace di amore assoluto per il suo Pico della Mirandola. «Non è moglie, perché non ne ha bisogno – conclude la Raule -. Ma è anche l’unico personaggio inventato del libro, che fa da collante a tutta la storia».


