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    Attualità

    Giardino ‘Don Tonino Bello’ a Fasano: il gestore chiarisce la situazione e punta il dito sull’Amministrazione comunale

    Mario Maio, legale rappresentante della Co.Pe, approfondisce la questione e si difende da alcune accuse lanciate dall'assessore Deleonardis
    RedazioneDa RedazioneFebbraio 14, 20185 minuti di lettura
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    FASANO – Sulla vicenda del giardino “Don Tonino Bello” su una cosa si è d’accordo ovvero che l’unico deputato a parlare è Mario Maio, legale del rappresentante della Co.Pe s.n.c., il quale ritiene l’articolo giornalistico pubblicato su Osservatorio relativo all’intervista resa dall’assessore Deleonardis la migliore occasione per approfondire realmente e in via definitiva la questione, ponendo la comunità fasanese a conoscenza di tutti i fatti concretamente verificatisi dal momento dell’aggiudicazione della gara in poi. "La società da me rappresentata -chiarisce Mario Maio-, come è a tutti noto, è risultata aggiudicataria, a seguito degli adempimenti di gara, della concessione a titolo gratuito della gestione del giardino pubblico, ubicato in Fasano alla via Don Tonino Bello. Come previsto dal bando di gara, in data 23/03/2017 l’aggiudicataria Co.Pe s.n.c. sottoscriveva con il Comune di Fasano un contratto di comodato gratuito per 6 anni, registrato ad Ostuni in data 13/04/2017 al n. 41 Serie 1, nel quale veniva riportata, al p.to 4, una serie di obblighi cui erano tenute le parti, tra i quali la realizzazione entro 180 giorni dalla sottoscrizione, da parte dell’aggiudicatario, di un chiosco bar di mq. 25 circa a proprie cure e spese, previo parere favorevole del competente ufficio. In esecuzione del contratto, quindi, la Co.Pe s.n.c. si adoperava immediatamente per la presentazione della pratica edilizia per la costruzione del citato chiosco-bar, per il tramite del tecnico incaricato Ing. Pietro Deleonardis, tant’è che in data 21/04/2017 veniva presentata telematicamente sia la pratica edilizia (protocollo n. 1796), che la pratica paesaggistica (protocollo n. 17096). Sta di fatto che, nonostante il versamento degli oneri dovuti e le sollecitazioni per le vie brevi la società Co.Pe. s.n.c. dopo 6 mesi, per la precisone a settembre 2017, non aveva ancora ottenuto la licenza per poter provvedere alla realizzazione del chiosco-bar. Ciò, si ribadisce, pur avendo provveduto a tutti gli adempimenti previsti dal contratto di comodato (manutenzione degli impianti e del verde, sostituzione piante secche, attività di custodia e vigilanza, ecc.), il tutto tra l’altro con ingente esborso economico. Tale incresciosa situazione, sebbene denunciata ripetutamente, non si smuoveva, costringendo così la società che rappresento a formalizzare diffida del 15.09.2017 a firma dell’Avv. Sara Zaccaria dello Studio Legaltec di Fasano, cui Il Comune non dava riscontro alcuno ed alle sollecitazioni inoltrate per le vie brevi rilasciava risposte laconiche e prive di certezze. Il consistente danno economico che la mia società stava subendo, alla luce del comportamento omissivo della Pubblica Amministrazione, determinava pertanto la volontà della Co.Pe. s.n.c. di non proseguire il rapporto negoziale, essendo venuto meno ogni interesse economico. Ed infatti, con ulteriore nota a mezzo Pec del 14.11.2017, sempre a firma dell’Avv. Sara Zaccaria, la Co.Pe. s.n.c., declinata ogni responsabilità per la mancata realizzazione dell’opera, manifestava di non avere più interesse alla prosecuzione del rapporto negoziale e richiedeva al Comune di Fasano il rimborso delle spese sostenute e il risarcimento del danno subito. Ciò poiché erano ormai decorsi 8 mesi dalla sottoscrizione del contratto senza che l’Ente avesse emesso alcuna autorizzazione né il benché minimo riscontro neppure alla nota Pec del 15.09.2017, e tenuto conto che la realizzazione del Chiosco bar e la gestione dello stesso costituivano l’unico motivo per la partecipazione della Co.Pe. s.n.c. alla procedura di evidenza pubblica. Chiosco la cui mancata realizzazione era ed è evidentemente imputabile all’amministrazione inadempiente. Anche questa missiva rimaneva priva di riscontro, eccezion fatta per i soliti pubblici proclami, privi di fondamento alcuno, cui l’amministrazione ci sta ormai abituando sulle testate giornalistiche locali. Solo in data 21.12.2017, a pochi giorni dal Santo Natale, il Comune emetteva la diffida cui si riferisce l’assessore Deleonardis nell’articolo, con cui intimava, evidentemente in ritardo, l’esecuzione del chiosco bar alla Co.Pe. s.n.c. e il pagamento di somme per consumi di acqua.

     

    Omette, però, l’assessore stesso (si spera per mera disattenzione) di riferire delle diffide ricevute esso Comune e delle missive trasmesse dai miei legali e finanche che in data 19.01.2018 la Co.Pe. s.n.c., con nota a firma sempre dell’Avv. Sara Zaccaria, ha riscontrato puntualmente la diffida stessa, avendo cura di ribadire quanto già abbondantemente precisato nelle precedenti missive e nel contempo precisare che, come già indicato nella Pec del 15.09.2017, che della voltura del contatore dell’Aqp e del pagamento delle spese relative, la Co.Pe. s.n.c. si sarebbe fatta carico solo ed esclusivamente successivamente al rilascio della autorizzazione richiesta. Autorizzazione pervenuta, tuttavia, in notevole ritardo per quanto precisato. Quanto ai consumi di acqua, sempre per dovere di verità, è bene ribadire quanto già evidenziato nel riscontro ultimo dall’Avv. Zaccaria, ossia che la somma richiesta riguardava consumi di acqua antecedenti l’affidamento del giardino stesso alla Co.Pe. s.n.c. e che, in ogni caso, l’Ente stesso deve alla mia società il risarcimento determinato dal grave ritardo con cui veniva rilasciato il titolo edilizio, con ciò paralizzando ogni attività dell’aggiudicataria che, nel frattempo, aveva attivato un finanziamento per il quale corrispondeva ingenti interessi. Questi i fatti verificatisi e tanto dichiaro per dovere di onestà nei confronti della popolazione fasanese di cui faccio parte"

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