FASANO – Sarà discusso innanzi al TAR Puglia, Lecce, nella Camera di Consiglio del 30 maggio prossimo, il ricorso proposto dalla società IMMOBILIARE VERDEMARE, del sig. De Picciotto, avverso il provvedimento con il quale il Comune di Fasano, e, nella specie, il Dirigente della Direzione Settore Tecnico e Governo del Territorio, ing. Rosa BELFIORE, in esito ad un approfondito procedimento amministrativo, ha espresso un formale diniego sull’istanza della società ricorrente tendente ad ottenere il mutamento di destinazione d’uso della c.d. “Masseria Pettolecchia”, tra l’altro, in un Centro Culturale e/o Congressi.
Come si ricorderà, il 20 aprile del 2016, la società "Pettolecchia Società Agricola Srl" presentò al Comune di Fasano la richiesta di permesso a costruire per poter eseguire la ristrutturazione degli edifici esistenti del complesso Pettolecchia (torre, palazzetto, chiesetta, depositi, ipogeo, forno, agrumeto e cisterna), richiedendo anche un piccolo ampliamento (di 8 mq di superficie e 59 mc di volume) necessario a garantire la funzionalità della struttura.
L’obiettivo era quello di trasformare la struttura, per creare un centro servizi per il turismo che ha come scopo l'organizzazione e la gestione di eventi culturali di vario genere, manifestazioni musicali, artistiche, teatrali e cinematografiche. Pettolecchia, rientra fra le "masserie di particolare valore storico architettonico" ed è perciò vincolata dallo Stato, per cui ogni parere per eventuali ristrutturazioni è di competenza della Soprintendenza.
La società così presentava il progetto alla Soprintendenza di Taranto: dopo un lungo e approfondito confronto tra tecnici della società e il soprintendente, con almeno cinque o sei modifiche apportate su suggerimento della Soprintendenza, la pratica otteneva il parere favorevole ai lavori, a condizione che venissero rispettate precise prescrizioni elencate nella stessa autorizzazione.
Secondo l’Ufficio Tecnico del Comune di Fasano però, sotto il profilo strettamente urbanistico ed edilizio, il cambio di destinazione d'uso dell'area in "centro per attività culturali", non appare, compatibile con la zona agricola, in quanto, in tale zona, non sono espressamente previsti immobili da destinare a Centri culturali o per congressi, contemplati, invece, in differenti zone, e, segnatamente, in quelle con destinazione direzionale.


