Fasano – Il Teatro Sociale di Fasano ha calato il sipario sulla sua programmazione. L’Associazione “Le Nove Muse”, che da maggio 2015 ha avuto in mano la direzione della struttura di proprietà del Comune, ha consegnato le chiavi lo scorso 12 luglio. Scaduta la gestione biennale, ottenuta tramite il bando statale “Giovane bene Collettivo”, e terminato anche il periodo di proroga concesso al sodalizio, che ha garantito la fruizione del teatro senza sovvenzioni pubbliche, ora restano alcuni interrogativi.
Numero uno: perché a Palazzo di Città non ci si attiva per tempo nel momento in cui sono previste scadenze di affidamento?
Numero due: quali saranno le sorti di questo importante contenitore culturale?
Numero tre: a chi saranno attribuiti l’onore e l’onere di prendersi cura del Teatro Sociale? Numero quattro: se la conduzione passata è risultata soddisfacente e operativa, perché non pensare a un rinnovo della stessa? Sarebbe opportuno evitare quanto già accaduto con la questione “Laboratorio Urbano”. Ricordiamo che, con la fine della gestione targata “Le Nove Muse”, associazione presieduta da Amalia Di Leo, sono state sospese anche tutte le polizze assicurative per rendere fruibile la struttura.
Da settembre, però, proprio in questa cornice, sono in programma alcune manifestazioni, prima fra tutte la rassegna del Festival di Teatro Amatoriale “Di scena a Fasano” promossa dalla “Peppino Mancini”. Come si comporterà il Comune? La cosa che stupisce è che a Fasano i dirigenti dei vari settori non riescono mai a espletare una gara nei tempi giusti, evitando o l’interruzione del servizio o proroghe interminabili. Se è nota da tempo la scadenza di un appalto, perché non si procede alla programmazione di un nuovo bando che possa consentire la prosecuzione di un’attività a vantaggio della comunità intera?
Il Teatro non può rimanere chiuso. Su questa certezza, quali i tempi in cui si intende agire? È sotto gli occhi di tutti il beneficio che la riapertura di questo “piccolo gioiello cittadino” abbia portato alla Città. Si spera ora che il prezioso immobile non torni a essere nascosto e inutilizzato. Tanto si può fare ma è necessario che l’amministrazione non perda tempo.


