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    Sei su:Home»Notizie»Cronaca»Condannata maestra d’asilo manesca di Pezze di Greco
    Cronaca

    Condannata maestra d’asilo manesca di Pezze di Greco

    I fatti risalgono al marzo del 2013 quando alcuni genitori segnalarono ai Carabinieri episodi di maltrattamento dei propri figli
    RedazioneDa RedazioneNovembre 13, 20183 minuti di lettura
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    Condannata maestra d'asilo manesca di Pezze di Greco - Osservatorio Fasano
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    Fasano – È stata condannata a due anni e tre mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali di 2.000 euro per ciascuna delle parti civili, l’insegnante, accusata di “abuso dei mezzi di correzione o disciplina”.

    Il processo era partito il 10 novembre 2014: a carico della insegnante di Pezze di Greco (difesa dall’avv. Donato Musa), il 29 luglio dello stesso anno era stato no­tificato un decreto di citazione a giudizio da parte della Procura della Repubblica di Brin­disi.

    L’insegnante, era accusata di abuso dei mezzi di correzione o disciplina. Secondo quanto accertato dalle indagini, avrebbe tirato con violenza i capelli e le orecchie ai bambini, strattonandoli e trascinandoli in giro per l’aula. Inoltre avrebbe sferrato calci, schiaffi in testa e dato sculacciate, si sarebbe rivolta in maniera violenta e aggres­siva ai piccoli alunni e li avrebbe tirati con violenza da un braccio fino a sollevarli di peso da terra.

    I fatti risalgono al marzo 2013 quando i Carabinieri della Compa­gnia di Fasano e della Stazione di Pezze di Greco, in seguito alle segnalazioni di alcune mamme, avevano avviato indagini nei confronti della donna. Stando ai racconti fatti dai genitori ai militari, i bambini risultavano essere irrequieti e impauriti all’idea di dover andare a scuola. Un malessere che accomunava tutti e sette gli alunni affidati all’insegnante in questione, che descrive­vano la maestra come “cattiva”. I militari quindi, installarono delle telecamere per filmare quanto accadeva in classe. Dalle registrazioni, in cui erano ben visibili da parte della maestra atteggiamenti particolarmente severi nei confronti di bambini, emerse, dunque, che quanto raccontato dai piccoli alunni corrispondeva a verità.

    Do­po aver esaminato gli atti delle indagini, condotte sotto la direzione del Sostituto Procuratore, Eva Toscani, deposi­tati in tribunale dai Carabinieri di Fasano, la maestra fu citata a giudizio. Giudizio che partì il 10 novembre 2014, nel corso del quale, dopo gli adempimenti di rito, si costituirono anche le parti civili (rappresentate dagli avvocati Maria Rosaria Olive e Rosa Recchia). Tra queste due genitori di piccoli alunni rimasti vittime della presunta maestra manesca.

    Nell’udienza del 25 marzo 2015, fu visionato dai giudici il video registrato dalle telecamere installate di nascosto in classe dai Carabinieri, che confermarono le accuse rivolte all’insegnante. Nelle udienze successive l’imputata depositò due certificati medici: il primo attestava che era “affetta da disturbo dell'adattamento cronico con umore depresso e deficit cognitivo ansioso con turbe di memoria e concentrazione”, e il secondo che attestava “disturbi come reazioni allo stress indotto in ambito lavorativo”.

    A quel punto il giudice dispose una perizia psichiatrica. Il processo è andata avanti fino allo scorso 8 novembre quando è stata emessa la sentenza di primo grado che condanna la donna a 2 anni e 3 mesi di reclusione.

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