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    Attualità

    Legge per la tutela degli alberi di ulivo: confronto tra regione e Comune di Fasano

    Il sindaco Lello Di Bari ha risposto a una nota inviata dal presidente della quinta commissione consiliare regionale Donato Pentassuglia
    RedazioneDa RedazioneOttobre 11, 20124 minuti di lettura
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    Legge per la tutela degli alberi di ulivo: confronto tra regione e Comune di Fasano - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Scambio di missive tra il presidente della quinta commissione consiliare regionale Donato Pentassuglia e il sindaco di Fasano Lello Di Bari. L’argomento? La proposta di legge che dovrebbe modificare la legge regionale nà 14 del 2007, quella, per intenderci, che va a tutelare gli ulivi secolari.

     

    «Egregio signor sindaco – scrive Pentassuglia – questa commissione consiliare, con il prosieguo dell’esame della proposta di legge di modifica della legge regionale n° 14 del 2007 chiede di conoscere quale impatto può determinare l’applicazione della norma in esame sul vostro territorio comunale sia in termini di superficie che di numero di piante secolari eventualmente interessate a fronte della strumentazione urbanistica vigente. Questo per avere conoscenza concreta e diretta dei dati oggetto di discussione, al fine di risolvere le problematiche da Voi evidenziate, nel pieno rispetto delle norme e della tutela del nostro stupendo ed immenso patrimonio di ulivi e di territorio. Le chiedo la massima disponibilità per ricevere nel più breve tempo possibile ogni notizia utile ad affrontare senza ulteriori fraintendimenti la discussione della proposta di legge. Le chiedo, inoltre, di conoscere le risultanze degli incontri sul tema avanzato dalla sua amministrazione con le associazioni interessate».

     

    E’ dell’altro ieri (mercoledì 10 ottobre) la risposta del sindaco Di Bari. «Egregio presidente – scrive il primo cittadino a Pentassuglia – faccio seguito alla sua nota rappresentandole che la norma in esame può interessare nel Comune di Fasano poco meno di 16 ettari su un totale di 12.88 ettari (lo o,12% della superficie territoriale comunale) per un numero di piante pari a circa 800 su un totale stimabile approssimativamente in circa 50mila (l’1,6%). Con riferimento all’interlocuzione con le associazioni interessate si rappresenta che le stesse sono state convocate il 24 settembre a Palazzo di Città per fornire loro tutti quegli elementi utili a caratterizzare la specificità del comune di Fasano e che per ragioni di sintesi non è stato possibile rappresentare nell’audizione del 5 settembre alla commissione da Lei presieduta. «Durante l’incontro – continua Di Bari – Italia Nostra, Wwf e Legambiente, pur prendendo atto della peculiarità fasanese, hanno sostanzialmente ribadito la posizione di contrarietà in linea di principio già espressa durante l’audizione (a cui partecipò per il Comune di Fasano l’assessore Giuseppe Angelini) e la preoccupazione che la proposta di legge sterilizzi la portata della legge regionale. A tal proposito ci si è lasciati con una intesa di verificare la possibilità di elaborare un emendamento che da un lato salvaguardasse la specificità del Comune di Fasano senza che ne risultasse pregiudicato, in modo generalizzato, il valore di tutela della norma a livello regionale, obiettivo da cogliere operando in modo che la deroga prevista dalla proposta di legge sia efficace solo laddove siano confermati i fabbisogni già previsti da strumenti urbanistici approvati prima dell’entrata in vigore. Dagli approfondimenti successivi svolti sul testo di legge si ritiene che tali tutele siano già presenti nel testo vigente dove già si prevede che «le deroghe possono essere concesse, soltanto previa acquisizione del parere vincolante della Commissione tecnica che deve valutare la sussistenza delle condizioni che possono garantire l’espianto, le sue finalità, la documentata inesistenza di soluzioni alternative. Come ulteriore contributo alla discussione, è giusto ricordare, che sono infondati i rilievi secondo cui la proposta di legge produrrebbe impatti su zone agricole perché essa riguarda aree già classificate come edificatorie alla data di entrata in vigore della legge regionale e pertanto l’effetto è nullo in zone agricole.

     

    Altrettanto infondati sono i rilievi secondo cui con la proposta di legge rende possibile l’abbattimento delle piante. La deroga introdotta interviene con le modalità già presenti nella norma e quindi consente l’espianto e il rimpianto delle sole piante il cui spostamento risulta strettamente necessario alla realizzazione delle opere. Nel Comune di Fasano la legge regionale ha di fatto bloccato le possibilità edificatorie già sancite dallo strumento urbanistico vigente creando gravi difficoltà sia in termini di mancati introiti nel bilancio comunale (mancati oneri di urbanizzazione) che di mancata risposta ai fabbisogni abitativi, con particolare riguardo a quelli di edilizia agevolata». Nelle scorse settimane su questo stesso tema l’assessore all’urbanistica Giuseppe Angelini aveva voluto incontrare le associazioni ambientaliste. 

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