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    Attualità

    Fabiano Amati: ‘Scelta della provincia? Giusto dare la parola ai cittadini’

    L'assessore regionale svela, tra storia e attualità, il suo pensiero sulla consultazione popolare svoltasi nel fine settimana a Fasano
    Alfonso SpagnuloDa Alfonso SpagnuloOttobre 14, 20123 minuti di lettura
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    FASANO – Spettatore interessato alla consultazione popolare indetta dall’amministrazione comunale di Fasano per la scelta della provincia anche l’assessore regionale Fabiano Amati. Fasanese doc ma residente a Bari non ha potuto esprimere la sua volontà ma non poteva certo disinteressarsi dell’argomento e commenta anche storicamente il perché Fasano abbia scelto Bari. «A parte la questione di stretto merito – spiega Amati -, in realtà chi conosce Fasano sa che, tramandata di padre in figlio, c’è sempre la notizia che il fascismo, con un atto su cui non si poteva discutere, decise di sottrarre la città dalla terra di Bari a cui apparteneva per formare la nuova provincia. E quindi c’è stato questo racconto tramandato di generazione in generazione e oggi avverto come se tutti volessero vendicare quell’atto che allora fu indiscutibile. Se dovessi dire qualcosa direi che viene spazzato via l’ultimo atto del fascismo, come sentimento popolare e ci si apre a questa nuova ipotesi della città metropolitana di Bari per ripristinare questo vulnus. Naturalmente, siccome questo è un motivo ancestrale, vale più della collaborazione che in ottant’anni c’è stata con i comuni della provincia di Brindisi. Collaborazione proficua sotto certi aspetti. Questo è il motivo ulteriore, letto da fasanese, per cui avrei preferito la soppressione completa delle province. Avrei voluto Fasano città di Puglia perché so che nei sentimenti popolari, giustamente, emergono anche queste valutazioni. I cittadini hanno cercato di riparare a un danno subito in passato».

     

    Amati cerca di dare una sua spiegazione anche al perché della scelta dei fasanesi oltre al concetto storico precedente. «La legge obbliga i comuni a decidere – continua l’assessore regionale -. Trovo anche l’utilità nella decisione dei fasanesi e questa l’intravedo soltanto con riferimento all’assistenza ospedaliera. Inglobare Fasano nel livello di organizzazione dell’assistenza ospedaliera della città metropolitana di Bari anche perché il futuro è la nuova struttura ospedaliera tra Fasano e Monopoli e dall’analisi dei flussi si vede che Fasano e Cisternino sono orientate proprio verso il livello d’organizzazione barese».

     

    Anche sul metodo della consultazione Amati dice la sua. «Ci sono momenti – dice -, ma non sempre altrimenti si inflaziona l’istituto della consultazione popolare, che il popolo deve dire la sua. Sono anche più esplicito. Se l’ultima campagna elettorale non aveva per oggetto della contesa la nuova organizzazione territoriale di Fasano e non l’aveva, è evidente che gli amministratori comunali attuali sono sforniti di mandato sull’argomento. E quando questo accade il referendum di consultazione è un istituto valido. Lo trovo uno strumento, se usato con parsimonia, straordinario».

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