Fasano – La rassegna Bari in Jazz in trasferta al Minareto continua a sorprendere per l’alto valore degli spettacoli proposti.
Nella terzultima serata, ieri domenica 18 agosto, è salita sul palco Aziza Brahim, cantante, poetessa e attivista politica per il suo popolo, il Sahara Occidentale, che è l’unico pase africano a non aver ottenuto il riconoscimento e l’indipedenza dall’Algeria ma che vive, da più di quarant’anni, sotto continue invasioni e bombardamenti da parte del Marocco.
La musica trasuda della sua esperienza di vita: l’aver vissuto in un campo profughi, scappare dalla propria terra, prima a Cuba e poi in Spagna, dove stabilmente vive da un ventennio.
Il concerto proposto è basato sul suo ultimo lavoro discografico “Soutak” ("Your Voice"), realizzato in collaborazione con dei musicisti spagnoli, tra cui Guillem Aguilar Nolis (Bass) e Ignasi Cusso Ruis (Guitare), è una contaminazione della musica tradizionale saharawi, detta anche desert blues, con le sonorità cubane, anglo-americane e spagnole.
Le sonorità proposte sono molto interiori, quasi intime, con numerose evocazioni generate dalla sua potente e controllata voce e da un ruolo quasi marginale delle chitarre.
Proprio l’aspetto vocale è stato al centro del concerto, una voce attraverso cui Aziza Brahim denuncia i soprusi e le ingiustizie che il suo popolo è costretto a vivere, confinato su un altopiano roccioso, l’Hamada.
Prossimo appuntamento con Bari in Jazz questa sera, lunedì 19 agosto, a partire dalle 21, con Redi Hasa feat. Michel Godard.
Redi Hasa può essere definito il violoncello più creativo nell’area della musica adriatica, tra le sponde italiche e balcaniche. Già pilastro della Bandadriatica, attualmente è stretto collaboratore di Ludovico Einaudi. Michel Godard è un musicista e compositore francese, suonatore di tuba e di serpentone. È uno dei pochissimi solisti di tuba e probabilmente l'unico solista di serpentone.
Per acquistare i ticket: bit.ly/HasaGodardBariInJazz


