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    Attualità

    Prima viene negata la riduzione del biglietto a un disabile, poi non lo si fa proprio entrare

    Increscio episodio denunciato da Raffaele Convertino, referente Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare
    RedazioneDa RedazioneDicembre 26, 20194 minuti di lettura
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    Prima viene negata la riduzione del biglietto a un disabile, poi non lo si fa proprio entrare - Osservatorio Fasano
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    Caro Direttore,
    Le scrivo questa lettera per portare alla Sua attenzione una tematica che mi è molto cara: i diritti delle persone con disabilità. Ogni giorno mi scontro con questa “problematica” e, ogni giorno, pazientemente, con azioni personali e in rappresentanza delle realtà associative di cui sono portavoce, cerco di contribuire alla diffusione del rispetto dei diritti citati.

    La Cultura dovrebbe essere apertura, ascolto reciproco, crescita, confronto e condivisione di problematiche. Che poi sono i presupposti imprescindibili e strumentali allo sviluppo di un territorio. Ebbene, quando la Cultura è gestita da persone poco inclini all’ascolto o ad accogliere anche solo un suggerimento come contributo valoriale e migliorativo, essa, ahimè anzi ahinoi, corre il rischio di non essere valorizzata e di­venta il primo passo verso l’involuzione di un Paese.

    Tutto ciò premesso, Le racconto lo spiacevole episodio in cui spiacevolmente sono “inciampato” recandomi al Cinema Mastroianni, nome legato alla famiglia Falcolini ed in particolare a Rodolfo Falcolini, il cui impegno e la cui determinazione lo hanno fatto nascere, regalando “cultura” al nostro paese.

    La sera del primo dicembre mi reco, unitamente a mia sorella e alla mia nipotina di dieci anni, al cinema Mastroianni, e, dopo aver atteso il nostro turno, chiedo gentilmente al gestore di applicare una riduzione sul mio bigliet­to in quanto persona con disabilità, richiesta sistematicamente accolta presso tutti i cinema che da anni frequento.

    Il gestore mi risponde, in modo alquanto irrituale, che il Mastroianni non riconosce alcuna riduzione alle persone con disabilità e che se proprio voglio usufruirne devo venire al cinema il mercoledì, giorno in cui è estesa a tutta la clientela. Mia sorella eccepisce, sorpresa, che esiste una legge nazionale che tutela e regola l’accesso delle persone con disabilità nei cinema e nei teatri. Alle nuove obiezioni del gestore, rispondo che sebbene non esista una legge nazionale che disciplini l’obbligatorietà di applicare la riduzione o la gratuita sui biglietti della persona con disabilità e/o del suo accompagnatore (per i musei invece, l’accesso delle persone disabili e dell’eventuale accompagnatore è gratuito in base a disposizioni del Ministero dei Beni Culturali), le “buone scelte”, anzi, le “civili scelte”, come mi piace definirle, sono foriere di  “buone prassi” ormai condivise dai gestori ossia di consentire l’ingresso gratuito alle persone con disabilità in carrozzina e una riduzione sul biglietto d’ingresso delle persone con disabilità a ridotta mobilità.

    Sempre con un tono gentile spiego al gestore che, nei paesi limitrofi, mi hanno già riconosciuto la riduzione sul biglietto senza dover combattere l’ennesima battaglia e che la mia è una questione di principio e che una politica poco inclusiva rischia di danneggiare l’immagine del cinema, luogo per antonomasia dove la Cultura, quella vera, si crea e si diffonde.

    Alla chiusura e alla resistenza del gestore che intanto stacca i nostri biglietti a prezzo intero, preferisco il silenzio. Al contrario mia sorella mormora tra sé e sé che non sarebbe più venuta al Cinema Mastroianni, mentre la mia nipotina, incredula, gusta i primi pop corn acquistati assieme a due bottigliette di acqua.

    Ma non finisce qui … il peggio, come se non bastasse, deve ancora arrivare … il gestore ritira tutti i nostri biglietti già staccati e ad alta voce annuncia “non ci sono più posti, il cinema è al comple­to”, “avanti il prossimo”. Mia sorella rivolgendosi a me: “che significa”? Ed io tristemente le rispondo, “non lo hai capito”? Ci cacciaaaaa!!!!!!!

    Mentre usciamo dal cinema mi chiedo dove abbiamo sbagliato. Proprio non riesco a giustificare un gesto così scortese. Dov’è il vantaggio di “cacciare” dei clienti che hanno anche acquistato dei pop corn e delle bottigliette di acqua, pur di non applicare una riduzione di 2 euro sul biglietto di una persona con disabilità.

    E poi “cacciare” una persona disabile ed una bambina di soli dieci anni denota incapacità di mettersi nei panni dell’altro, di comprenderne le difficoltà ed i sentimenti che piccoli-grandi gesti possono determinare.

    Il mio è solo uno sfogo perché proprio quando credo di aver finito con le battaglie ecco che ricomincio e vorrei urlare a gran voce che tutti dovremmo essere capaci di ascoltare e comunicare, empatizzare, auspicando che simili episodi non abbiano più a ripetersi, magari non davanti agli occhi increduli di una bambina di soli dieci anni! Perche, ahimè, anzi ahinoi, a rimetterci ancora una volta sarebbe la nostra Cultura!
     

    Raffaele Convertino
    Referente Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare

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