Questo secondo episodio è dedicato a Orazio, un poeta “nostrano”. Orazio, infatti, nacque a Venosa, al confine fra Puglia e Basilicata, nel 65 a.C. Inutile quasi ricordare che suo è il verso “carpe diem quam minimum credula postero”: cogli l’attimo, vivi nel qui e ora, confidando meno possibile nel domani. Molti suoi carmina sono diventati ormai dei proverbi o delle sentenze: uno fra tutti, “est modus in rebus”, c’è una misura in ogni cosa.
Fra le diverse opere tramandate, la Satire spiccano per la semplicità ricercata e ponderata con cui sono costruite e, per questo, appaiono al lettore molto familiari. C’è una Satira, in particolare, che parla ai pugliesi e, soprattutto, ai fasanesi: nella Satira V del Libro I che leggeremo, Orazio racconta il viaggio che ha compiuto insieme a Mecenate e Virgilio da Roma a Brindisi, percorrendo la via Appia, nel 37 a.C. Tra le varie tappe in Apulia, c’è la sosta a Egnazia.


