Fasano – Di necessità virtù: il teatro ha dovuto trasformarsi per reggere il peso della pandemia. Ha dovuto inventare un linguaggio nuovo, digitale e distante, che di umano ha ben poco. Per questo, il Teatro Pubblico Pugliese ha presentato un progetto innovativo: il format “Indovina chi viene a (s)cena”, che prevede diversi appuntamenti in giro per la Puglia.
Ieri 6 gennaio, è toccato al Teatro Sociale di Fasano. Lo spettatore, però, che ha guardato lo spettacolo in streaming da casa, non è stato informato sul soggetto della rappresentazione. Dopo essersi registrato su una piattaforma online gratuitamente, ha avuto accesso alla live “a scatola chiusa”. A Fasano sul palco sono salite due compagnie teatrali, “Improvvisart” e “AlphaZTL”, che hanno raccontato due storie molto diverse fra loro; alla prima, allegra e leggera, è seguita una narrazione drammatica e attuale sulla Scamiciata.
In merito alla regia televisiva, la regista Brunella Filì ha commentato: «La mia intenzione è stata da subito raccontare agli spettatori le compagnie e il loro mondo, portandoli sulla scena con loro, sotto le luci. Ho scelto di filmare gli attori e le loro storie da vicino, con le camere direttamente sul palcoscenico e cogliendo alle spalle degli attori, nell’inquadratura e nel montaggio in diretta, anche gli scorci illuminati delle gallerie e dei palchi. Il silenzio degli applausi mancati risuona potente nel finale di ogni spettacolo, evocando forte la speranza – e la consapevolezza – che presto torneremo ad assaporare la bellezza di questi luoghi d’arte».


