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    Sei su:Home»Notizie»Attualità»L’incontro Rotary Club Fasano sulla moneta di Egnazia
    Attualità

    L’incontro Rotary Club Fasano sulla moneta di Egnazia

    Appuntamento di approfondimento culturale rotariano svolto su Zoom lo scorso venerdì 26 febbraio
    Marica MastrangeloDa Marica MastrangeloFebbraio 28, 2021Aggiornato il:Agosto 5, 20255 minuti di lettura
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    L'incontro Rotary Club Fasano sulla moneta di Egnazia - Osservatorio Fasano
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    Fasano – Venerdì 26 febbraio, sulla piattaforma online Zoom, il Rotary Club Fasano ha organizzato un evento sulla casistica dei rinvenimenti archeologici monetali ad Egnazia. Sono interventi la presidente del sodalizio rotariano, Titti Ferrara; il presidente della Fondazione Egnazia Stefano L'Abbate, il dottorando presso l'Università di Bari Alessandro Crispino e la titolare della cattedra di numismatica presso l'Università del Salento, Adriana Travaglini.

    I saluti istituzionali sono stati svolti dalla presidente del sodalizio, Titti Ferrara, che ha introdotto l’argomento e spiegato il perché tra le attività rotariane vi sono numerosi appuntamenti che si occupano della valorizzazione dei beni culturali del territorio. Non a caso ha citato il filosofo tedesco del secolo scorso Theodor Adorno “Non si tratta di conservare il passato, ma di realizzare le sue speranze” definendo tale appuntamento come un’azione che mira a stimolare nuovi studi, alla tutela del patrimonio, all’implementazione della valorizzazione. “Tra gli obiettivi rotariani di quest’anno rotariano – ha affermato Titti Ferrara – abbiamo voluto soffermarci su un aspetto spesso considerato una “ancella della storia e dell’archeologia”, ovvero la numismatica, che ha una importanza rilevante nei casi di assenza di fonti scritte. Le monete diventano esse stesse fonti raccontando una città, come nel caso di questa sera di Egnazia. Sono lieta di questa collaborazione proficua tra il Rotary, l’Università, la Scuola, l’Amministrazione comunale che sfoci in un grande sogno di un parco archeologico che coniughi il bene culturale in se ma che diventi anche luogo di fruizione e valorizzazione (come già fatto in passato) che consenta di creare proposte che articolino tutti gli aspetti consentendo di uscire dai confini, di importare ed esportare saperi, linguaggi e storia”.

    In seguito, ha preso parola il presidente Fondazione Egnazia, Stefano L’Abbate, che ha enunciato gli obiettivi della fondazione “valorizzare studi e ricerche sull’archeologia del territorio”. “L’appuntamento di questa sera – ha dichiarato Stefano L’Abbate – nasce casualmente: dovevamo realizzare un simbolo che potesse identificare Egnazia come credenziali per i pellegrini della Via Francigena del Sud. Questa ricerca mi ha portato alla mostra realizzata nel 2005 “La moneta scrive la storia della città di Egnazia” comprendendo il valore di questo argomento”.

    Giovanna Mastrotisi, governatore del Distretto Rotary 2031 per l’A.R. 2019-2020, ha effettuato i saluti di rito a tutti i membri rotariani e non intervenuti all’incontro che ha illustrato il progetto FRACH che significa “Fellowship of Rotarians Who Appreciate Cultural Heritage” e coinvolge i rotariani che apprezzano e hanno cura dei beni culturali. Si tratta di beni spesso non valorizzati e poco conosciuti che solamente chi ci vive e ama il proprio territorio spesso conosce. “Uno degli obiettivi di FRACH – Giovanna Mastrotisi-, in questo particolare momento di emergenza pandemica, è quello anche di effettuare viaggi che consentano di conoscere questi beni. A tal proposito comunico l’avvio dei “Venerdì in FRACH”, due al mese, presenteremo dei lavori che sono stati finanziati dai Club Rotary (5 milioni di fondi Rotary in tutta Italia). Siamo coinvolti anche in un progetto che coinvolte ragazzi diversamente abili e i beni culturali. Ogni gesto, incrocio, incontro è cultura!”.

    Fulcro dell’incontro è stata la relazione del prof. Alessandro Crispino, che ha raccontato la moneta e alla storia di questa città. Egli ha iniziato la sua relazione facendo un breve excursus sulle origini della disciplina numismatica e l’importanza come fonte storica della moneta, sull’utilizzo delle stesse nella vita passata (dalle transazioni economiche agli scopi cultuali e funebri). L’intervento prosegue con la storia della ricerca archeologia ad Egnazia, sino ai giorni nostri, come la mostra del 2005 “La moneta scrive la storia della città: Egnazia” che ha reso fruibili circa 5000 monete da un’area di 14000mq. “Gli studi sulle monete di Egnazia sono importanti anche per comprendere l’incidenza della moneta greca nel Mediterraneo – ha affermato Alessandro Crispino –. Vi sono esemplari in bronzo e argento provenienti dalle maggiori zecche del tempo (Taranto, Eraclea, Turi, Crotone) ma monete anche di altri luoghi del Mediterraneo come Ibiza, Marsiglia, Corcira, le coste balcaniche, Epiro, Pergamo. Sancendo Egnazia come un “porto del Mediterraneo”. Importante è anche il rinvenimento ad Egnazia di una moneta proveniente da Cassope con le effigi di Alessandro il Molosso”. Molto tecnica è stata la parte che ha riguardato l’identificazione di una ipotetica zecca nella città e in particolare sulle monete denominate “a legenda ΓΡΑ”. L’intervento ha evidenziato come la sinergia tra ricerca archeologica e numismatica ha permesso di “dare luce” su aspetti controversi della storia della città. In particolare, sul tardo periodo imperiale e tardo antico. Il rinvenimento di numerose monete del II e III sec. d.C., soprattutto dell’imperatore Antonino ha permesso di avere fonti su periodi “bui”. La relazione ha posto l’accento come la storia della città di Egnazia, connessa anche alle problematiche legate alla trasmissione stessa del nome della città, sia interconnessa con i numerosi rinvenimenti monetali avvenuti nel parco archeologico. Le monete straniere rinvenute fanno comprendere come la città sia stata frequentata anche nel periodo più tardo, infatti numerose son i rinvenimenti di monete datate sino al 1200 che sanciscono come il porto di Egnazia fu un uno dei tanti porti pugliesi utilizzati dai pellegrini e cavalieri crociati. Una importante fonte documentaria del 1195 è il documento di una donazione di Enrico VI.

    In conclusione ha preso parola la prof.ssa Adriana Travaglini che ha messo in evidenzia come gli studi sulla numismatica sono importanti, dal momento del loro rinvenimento sino al restauro. Si tratta di studi che consentono di comprendere scenari nuovi anche per l’archeologia. “I rinvenimenti monetali suscitano emozioni – ha dichiarato Adriana Travaglini –, bisogna comprendere il rinvenimento (cadute accidentali, ripostigli, depositi cultuali). Le monete raccontano la vita della gente”.

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