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    Attualità

    Rigenerazione Urbana dell’ex mercato ortofrutticolo: che fine farà il concorso di idee?

    Il dirigente Leonardo D'Adamo: 'Il presupposto su cui impostare il progetto è sostanzialmente diverso'
    RedazioneDa RedazioneMaggio 9, 2021Aggiornato il:Agosto 7, 20256 minuti di lettura
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    Rigenerazione Urbana dell'ex mercato ortofrutticolo: che fine farà il concorso di idee? - Osservatorio Fasano
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    FASANO – Si apre nuovamente il sipario sull’ex mercato ortofrutticolo di Fasano. Questa volta a finire in scena è #senzamuro, il programma di rigenerazione urbana condivisa, che vedrà la città di Fasano concorrere per un finanziamento ministeriale di massimo di 5 milioni di euro. Certamente una bella occasione! Questa, però, non può che essere solo una faccia della medaglia. Dall’altra ci sono i cittadini, stanchi di sentirsi ripetere che l’ex mercato ortofrutticolo, una volta cuore pulsante del quartiere, potrà tornare vivace com’era una volta. La paura più diffusa, che poi è la stessa che ha fatto registrare numerosi pareri sulle piattaforme social, è che #Senzamuro possa rivelarsi l’ennesimo proclamo inconcludente.

    Uno spiraglio di luce sembrò intravedersi nell’ormai lontano marzo del 2015 quando, dopo anni di totale occupazione abusiva di cui tutti sapevano ma nessuno batteva ciglio, la Commissaria Straordinaria del Comune di Fasano, la dott.ssa Erminia Pasqua Cicoria, ordinò lo sgombero dell’immobile, di fatto chiudendo i cancelli a quei cittadini che se n’erano ingiustamente appropriati. Una buona via da percorrere sembrò anche quella intrapresa nel 2018 dall’amministrazione comunale, guidata da Francesco Zaccaria, che varò un interessante concorso di idee. Questo vide venire alla luce ben sei progetti, redatti da professionisti, di cui solo uno risultò vincitore. Purtroppo per quest’ultimo, ma soprattutto per la città, nessun privato sembrò interessato alla cessione dell’area.

    Un nuovo atto è sembrato aprirsi questa settimana quando l’amministrazione comunale ha comunicato la volontà di partecipare ad un bando ministeriale per eccedere ad un finanziamento e poter concretamente, e non più astrattamente, riqualificare l’intera area. A seguito di numerose polemiche nate, che non stiamo qui ad elencare e a sindacare, Osservatoriooggi.it ha ritenuto opportuno intervistare il dirigente del settore urbanistica della città di Fasano, l’ing. Leonardo D’Adamo, affinché la faccenda appaia nel modo più chiaro possibile.

    Il comune di Fasano intende candidarsi al finanziamento ministeriale di investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, con l’ex mercato ortofrutticolo. Quali sono le tappe necessarie affinché si possa accedere al finanziamento?
    «Al fine di beneficiare delle risorse per investimenti in progetti di rigenerazione urbana le domande dovranno essere trasmesse, attraverso il modello telematico redatto dal Min. Interno, entro il 4 giugno 2021. L’ammontare del contributo attribuito a ciascun comune, comprendente le somme per la realizzazione e la progettazione esecutiva degli interventi, sarà determinato, con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro il 4/8/2021. I Comuni che ottengono i contributi potranno avviare gare per la realizzazione e la progettazione di opere singole o insiemi coordinati di interventi con l’obiettivo di ridurre e migliorare condizioni di degrado sociale e decoro urbano e ambientale. Una volta assegnati i contributi, per non perderli i Comuni dovranno assegnare i lavori entro specifiche tempistiche così come indicato all’articolo 6 del DPCM: 15 mesi per le opere il cui costo è compreso tra 750.001 euro e 2,5 milioni di euro; 20 mesi per le opere il cui costo è superiore a 2,5 milioni di euro. Sono, invece, concessi 12 mesi in più ai Comuni che hanno ottenuto il contributo sia per la realizzazione dell’intervento sia per la progettazione esecutiva le cui spese possono essere coperte dal finanziamento».

    L’idea principale è sicuramente quella di abbattere il muro e ricongiungere l’area con il resto della città. Cosa potrebbe sorgere, qualora si riuscisse ad accedere al finanziamento, al posto dell’ex mercato?
    «È necessario evidenziare che il tema del recupero e della rigenerazione di ambiti rilevanti rappresenta un argomento di grande attualità, oltre ad una sfida decisiva per la riflessione architettonica contemporanea, che offre delle occasioni uniche per il ripensamento strategico dello sviluppo urbano. Pertanto, proprio al fine di creare ambienti urbani in sintonia con le attese dei cittadini, è stato avviato un programma di rigenerazione urbana partecipato che prevede il diretto coinvolgimento dei cittadini attraverso la compilazione di un questionario. Certamente l’obiettivo principe è recuperare il complesso immobiliare esistente, ormai in stato di abbandono da molti anni, sia dal punto di vista architettonico che funzionale, con consequenziale trasformazione dello stesso in un ‘area polifunzionale dove ospitare, a titolo esemplificativo, aree verdi, aree giochi, parcheggi, piccole attività commerciali oltre a strutture per il contenimento di iniziative culturali, sociali e per il tempo libero».

    Il progetto candidato sarà presentato come esecutivo, così da accelerare un eventuale realizzazione? Quali sono i termini ultimi di consegna delle tavole progettuali?
    «Indipendentemente dallo stato di definizione della progettazione la data entro la quale presentare la richiesta di finanziamento rimane il 4 giugno 2021. La tempistica imposta dal bando, quindi, non consente la definizione di uno stato esecutivo della progettazione, che presuppone l’esistenza di uno studio di fattibilità tecnico-economico e di un progetto definitivo con acquisizione di tutti i pareri imposti dalla normativa urbanistica, sismica, di prevenzione incendi, del rispetto delle norme igienico-sanitario, e così via».

    Quell’area è già stata interessata – qualche anno fa – da un concorso di idee che ha visto dei vincitori. A seguito di alcune polemiche sorte proprio su questo concorso la risposta del Sindaco fu «la realizzazione di quanto progettato dai tecnici vincitori necessiterebbe di ingenti risorse, non disponibili nelle casse comunali» (Fonte: Osservatoriooggi.it). Alla luce di quanto citato, le tavole progettuali elaborate in quella occasione verranno utilizzate o cadranno nel dimenticatoio? Eventualmente come potranno essere utilizzate?
    «Su questo aspetto bisogna fare chiarezza: con il Concorso di Idee l’Amministrazione ha inteso perseguire la riqualificazione dell'ARU10 attraverso finanziamento privato in cambio dell'area mercato. Il concorso stesso ha restituito delle proposte valide, ma che rispondevano alle indicazioni che il bando declinava come, ad esempio, l’autofinanziamento del progetto. Il bando di cui DPCM 21 gennaio 2021, invece, parte da presupposti sicuramente diversi, ma soprattutto mette a disposizione dei comuni come Fasano cinque milioni di euro di finanziamento pubblico. Il presupposto su cui impostare il progetto è sostanzialmente diverso: intervento pubblico, su area pubblica con finanziamento pubblico. Certamente il percorso di rigenerazione urbana e il relativo percorso partecipativo fino ad ora impostato su quell’ambito sarà il presupposto strutturato della proposta progettuale che andremo a candidare, e che probabilmente farà emergere la candidatura di Fasano rispetto alle altre, ma che risponde a diverse esigenze e presuppone diverse scelte progettuali».

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