Fasano – Questo il testo della nota stampa inviata dal Circolo UAAR – Unione Atei Agnostici Razionalisti in merito alle esternazioni del Movimento per la Vita di Fasano, con riferimento ai commenti fatti dal profilo social del «Movimento per la Vita» di Fasano, in risposta al post fatto sul suo profilo Facebook dell’assessore alle Politiche Sociali Cinzia Caroli, a margine della manifestazione “La Giornata per la vita”, evento patrocinato dal Comune di Fasano.
«In merito ad alcune recenti affermazioni del Movimento per la Vita di Fasano. Quando nel 2021 il Parlamento Europeo ha votato il report sullo stato della salute sessuale e riproduttiva in Europa, ha statuito l’importanza dell’accesso a tutti i servizi essenziali legati alla salute sessuale e riproduttiva, inclusi educazione sessuale, contraccezione e aborto, come rilevatori del grado di benessere del Paese e dei suoi abitanti. Votando a favore di questo documento, il Parlamento Europeo ha espresso un’indicazione chiara ai rappresentanti dei Paesi membri dell’UE. Ora, nel post e nei commenti del Movimento sedicente “per la Vita” di Fasano si legge un arretramento pauroso: un attacco a una Legge dello Stato e al DIRITTO delle donne ad abortire in sicurezza. Citiamo: "L'aborto non è un diritto ma rimane delitto". Ma è una enorme bugia, tesa solo all’intimidazione delle donne: sono circa 45 anni che esiste la L. 194. La legge 22 maggio 1978, n. 194 è la legge della Repubblica Italiana che ha disciplinato le modalità di accesso all'aborto. Dunque, sancisce quel diritto e soprattutto sancisce la garanzia dell’assistenza ospedaliera perché quell’intervento, volontario (IVG) si svolga negli ospedali pubblici. Come si fa ad affermare che “non è un diritto”? Si vuole ignorare una legge? Il vostro non è un Movimento per la Vita, ma un movimento per ricacciare le donne nel rischio di Morte per aborto clandestino. Perché di questo si tratta: non dell’alternativa tra aborto e vita, ma tra aborto assistito e aborto clandestino. Nell’occasione, si invitano le istituzioni a ristabilire gli equilibri ed evitare propagande di questo tipo, che possono confondere platee di lettori sulla legittimità di una legge vigente nel nostro ordinamento, ottenuta con decenni di lotte, e che garantisce il diritto all'aborto».


