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    Cultura & Spettacolo

    La giornata internazionale della donna, occasione in cui la poetessa Natalizia Pinto trasmette le sue emozioni in “Suggestioni al femminile”

    Un incontro a Bari nell’ambito del “Progetto Said Show”
    RedazioneDa RedazioneMarzo 23, 2025Aggiornato il:Agosto 5, 20256 minuti di lettura
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    La giornata internazionale della donna, occasione in cui la poetessa Natalizia Pinto trasmette le sue emozioni in “Suggestioni al femminile” - Osservatorio Fasano
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    Fasano – Il giorno 8 marzo 2025, presso la Sala Mostre del Comune di Bari, ha avuto luogo “Suggestioni al femminile”, un evento che, all’insegna dell’arte, ha celebrato la Giornata Internazionale della donna, nell’ambito del “Progetto Said Show”, con la ricca partecipazione di artisti nel campo della musica, del teatro, della poesia e delle arti visive. Il successo, decretato dal folto pubblico, è stato garantito grazie alla competenza degli organizzatori e alla bravura degli artisti.

    Promotori dell’evento: Said, Form & Business, Mondo Antico e Tempi Moderni Onlus, col patrocinio del Comune di Bari, della Croce Rossa Italiana Comitato di Bari e con la partecipazione del Consolato d’Armenia, Associazione nazionale Italiani nel mondo. 

    Ha introdotto gli interventi il prof. Nicola Cutino, presidente di Mondo Antico e Tempi Moderni con un’interessante prolusione.

    La prof.ssa Virna Iacobellis, presidente della Said (Associazione Internazionale Docenti), ha creato il filo conduttore dell’evento / spettacolo con l’intento di celebrare la festa della donna, con “parole positive”.

    Quello tracciato durante la matinée è stato un percorso di grazia, preludio di un futuro migliore, con messaggi di speranza e bellezza.

    Giuliano Ciliberti, il cantante che ha contribuito con la sua musica melodica a creare armonia, ha sottolineato “la funzione principale della donna: portare e dichiarare leggerezza e bellezza all’animo di tutto il genere umano”.

    Tra musica e opere pittoriche e un brano recitato in dialetto barese dall’attrice Lucia Coppola, i testi di tutti gli autori si sono inseriti in modo appropriato ed armonioso al contesto. 

    Tra i tanti intervenuti, ha partecipato Natalizia Pinto, con le sue composizioni che parlano al cuore.

    Il suo stile è caratterizzato da un linguaggio evocativo, capace di trasmettere intensità emotiva e immagini suggestive, con momenti lirici delicati, senza, peraltro, cadere in patetici sentimentalismi. Sono molti i temi cari alla Pinto ma, in special modo, riguardano l’universo femminile. Nei suoi testi parla del suo vissuto personale, delle emozioni, dei sentimenti, dichiarando la propria sofferenza, ma anche e soprattutto la sua forza interiore e resilienza. Il senso del dolore è sublimato con immagini di speranza. Ripercorre la propria esistenza ma decantando i versi in una esperienza comune a quella di tante altre donne, alle quali dà voce, grazie alla sua empatia e sensibilità.

    Durante la matinée, con la sua voce, in taluni passi piena di emozione, la Pinto ha trasmesso sentimenti profondi ed intensi, coinvolgendo empaticamente i presenti.

    L’interpretazione spontaneamente sentita è stata accompagnata da un’espressività e una gestualità a tratti teatrali, per sottolineare, pur senza enfasi, espressioni particolarmente significative.

    La poetessa ha iniziato le sue letture con la poesia “Il mio arco”, i cui primi versi suonano: La mia vita è ferma / davanti all’arco bianco / del giardino.

    L’esistenza della protagonista appare come pietrificata in un “tempo senza tempo”.

    La Pinto vive un sentimento di rimpianto e malinconia, figurandosi quel che sarebbe / stato se malessere ed intrigo / non l’avessero insinuata.

    Le espressioni dolorose sono mitigate e silenziose; infatti l’autrice non si sofferma a descrivere la sofferenza derivata da un inganno sottile, perpetrato ai suoi danni, ma passa subito ad una delicata immagine di purezza e preludio alla vita: se la sua esistenza non fosse stata intralciata, lei sarebbe stata tra calce e sole /candida gemma profumata.

    E seppure questa gemma non sia potuta sbocciare, ne persiste l’immagine, vivida e profumata. 

    In “Cento scarpe per mille piedi”, testo dai toni forti e, al contempo, leggeri, il verso reiterato Piedi di bimba che sogna le scarpe ribadisce l’accorato desiderio che nasce dal bisogno di una bambina che vive un momento difficile nel dover andare scalza su campi di stoppie, su pietre appuntite, su spine di cardi. I suoi sono piedi sporchi di fango / piedi feriti dal gelo / piedi avviliti dai chiodi /chiodi di scarpe mal riparate.

    L’ultima strofa mostra la protagonista ormai adulta e realizzata, che ha esaudito, oltre ogni sua aspettativa, il sogno di possedere le scarpe. Rivolgendosi ad un interlocutore esclama con una certa vena ironica e di orgoglio: 

    Ora tu ammiri le mie cento scarpe / disposte in fila sotto la finestra / e dici di me: «Sei millepiedi». 

    In “Maternità”, il desiderio di diventare madre è comunicato con discrezione, eleganza, finezza e grazia.

    Vorrei sul mio grembo la tenerezza / di te e di me / raccolta nella pelle più delicata / e nel sorriso autentico / della primula all’alba.

    La Pinto esprime dolcemente e morbidamente l’idea di maternità, vissuta però solo nel sogno del desiderio.

    Attraverso un linguaggio lirico ed amorevole, l’autrice riesce a trasmettere la sua interiorità e l’intima speranza che accomuna molte donne, rendendo questa poesia particolarmente toccante e universale. 

    Un sogno non realizzato può creare sgomento, confusione; questo stato d’animo lo si vive in “Miraggio”, con la suggestiva immagine metaforica dell’uragano soleggiato di giorni in piena. 

    I versi mi ha spinta sulla soglia / dell’Oceano / dove non oso pensare / d’imbarcarmi rendono il senso di fragilità difronte all’esistenza e alle scelte che la vita ci impone di fare.

    Dopo queste prime letture, la poetessa è passata a interpretare poesie legate al mito.

    Come l’artista Nancy Gesario, illustratrice di sentimenti, presente alla manifestazione con le sue opere ispirate a dee greche, anche Natalizia Pinto trova spesso ispirazione dalla mitologia classica, rimanendo affascinata dal mondo antico, primigenio, magico, dal forte potere attrattivo e dalle figure femminili che costituiscono un archetipo della donna.

    Nella poesia “Penelope”, la Pinto ci mostra una donna paziente, forte, ostinata e fedele; simbolo virtuoso, che senza sani / e ristoratori risvegli, attende l’amato ai tramonti infuocati, surgelati nella sera dell’alba / che mai giungeva.

    In “Dea”, la poetessa ci presenta un’altra figura femminile paziente, che sa intenzionalmente aspettare il momento giusto prima di agire: 

    Attesi, nel mio intento / il sorgere di ogni giorno;

    La dea è laboriosa e dinamica:

    ricamai la luce dell’alba […] quando completata fu / la splendida tela / la raccolsi in valigia / e partii.

    Nell’attesa, la protagonista manifesta volontà nel portare a termine il suo compito di generare e di operare metamorfosi.

    Nell’azione, mostra tutta la sua maestria e creatività che diventa fertile forza generatrice, quando raggiunge le montagne e le valli ed estrae la tela dalla valigia 

    e furono selve.

    Magica è la capacità della dea nel dare nuova vita alla natura.

    Infine la Pinto ha concluso le sue letture con “Indimenticabile”, un inno perpetuato nella memoria collettiva. Si tratta di un tributo alla carismatica Lady Diana, indelebile icona che, con le sue scelte, ha lasciato un segno e continua ad esercitare il fascino. 

    La Pinto, si rivolge alla Principessa

    Sparso come un canto / il tuo nome nel vento […]

    Sconfigge la scomparsa / l’immensa tua presenza.

    Se non ci fosse l’esplicita dedica a Lady Diana, si potrebbe pensare questo testo dedicato a ogni donna vera per celebrarne soprattutto la creatività e la forza interiore, che le sono proprie.

    Come la primavera / la neve / nuove immagini produci / forte come il mare […].

    P. Bessi

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