FASANO – Si intitola ‘La tenda e il grembiule. La Chiesa nell’insegnamento di Don Tonino Bello’ il nuovo volume scritto da don Sandro Ramirez, priore di Fasano e parroco della comunità di San Giovanni Battista. Il libro, che ha come protagonista l’esemplare uomo di Chiesa Don Tonino Bello, è stato presentato ai cittadini nella serata di ieri (mercoledì 18 dicembre) in chiesa Matrice. All’appuntamento hanno presenziato don Gianni Caliandro, vicario generale della diocesi di Oria, l’editore don Nicola Giordano e lo stesso autore. Il dott. Guglielmo Minervini, assessore alle politiche giovanili, trasparenza e legalità della Regione Puglia, non è potuto essere presente come da programma, ma ha voluto portare il suo saluto tramite un messaggio di posta elettronica, letto all’inizio della serata. Con certosino lavoro, Don Ramirez ha voluto cercare, riportare ed elaborare testi, omelie e documenti del vescovo di Molfetta scomparso un ventennio fa.
Uomo di fede e autore di versi incisivi e ricercati, oggi Don Tonino Bello rappresenta un esempio di agire molare, un modello di ispirazione per il sistema ecclesiastico. Non a caso, si deve a lui la volontà di creare una Chiesa comunitaria e accogliente, che si deve fare ‘tenda’, non essere statica ma andare verso i fedeli, e ‘grembiule’ cioè porsi a servizio del popolo e dei più poveri. Proprio a queste due significative espressioni rende omaggio il titolo del libro. Per entrare nel vivo dell’opera e del suo significato, in apertura, il prof. Michele Iacovazzi ha declamato al pubblico alcune parole di Don Tonino Bello, accuratamente raccolte all’interno del volume. Di seguito, don Caliandro ha risposto alle domande rivoltegli dai relatori, lo stesso Iacovazzi e Francesco Maggi.
«Viviamo in tempi estremamente complessi – ha dichiarato il pastore −. Da un lato, nonostante la presenza di certi segnali, si è ancora lontani dalla direzione auspicata da Don Bello; dall’altro, ci rincuora l’operato di Papa Francesco». A proposito del ruolo della Chiesa nel moderno contesto sociale e politico, ha aggiunto: «siamo di fronte a difficoltà così grandi che ci stiamo convincendo che tutti dobbiamo lavorare insieme. Il mondo ecclesiastico deve avere un importante ruolo di mediazione e confronto».


