FASANO – Sarebbero tanti gli errori rilevati all’interno dei salatissimi bollettini per il saldo Tares inviati dall’Amministrazione comunale ai cittadini fasanesi. Tra questi, uno dei più clamorosi riguarderebbe quello relativo agli effettivi occupanti delle abitazioni secondarie ad uso stagionale. Ebbene, il regolamento comunale, all’articolo 17 comma 3, recita testualmente: “Per le utenze domestiche condotte da soggetti non residenti nel Comune (…) si assume come numero degli occupanti quello indicato dall’utente o, in mancanza, quello di una unità ogni 25 mq di superficie imponibile (con arrotondamento all’unità superiore: es. 51 mq di superficie si considerano presuntivamente tre occupanti)".
Ebbene, la TriCom, senza fare distinzioni fra chi risiede nel Comune e chi non risiede, ha applicato a tutti, a tappeto, la presunzione degli occupanti calcolati in base alla superficie dell’immobile. Di conseguenza, facendo un esempio, chi abita da solo nella prima casa a Fasano-centro, e ha la “sfortuna” di possedere un’abitazione secondaria alla Selva anche di soli 51 metri quadri, si vede triplicato presuntivamente il suo nucleo familiare, con la conseguente applicazione di una tariffa notevolmente maggiore. Sono già diversi gli avvocati che hanno preannunciato una vera e propria caterva di ricorsi alla Commissione Tributaria Provinciale per impugnare questa palese violazione del regolamento da parte della stessa amministrazione che lo aveva approvato.
Intanto questa mattina (sabato 18 gennaio) c’è stato un summit a Palazzo di Città tra amministratori, sindaco Lello Di Bari in testa, e la dirigente del Settore Risorse Marisa Ruggiero. Sul tavolo di discussione capire se in effetti ci siano stati errori interpretativi nell’applicazione delle tariffe e cercare eventuali soluzioni dopo la vera e propria sollevazione popolare che le bollette Tares ha scatenato in città. E domani mattina (domenica 19 gennaio), alle 11, in piazza Ciaia ecco la prima manifestazione di protesta promossa dal movimento civico “in Comune”.


