FASANO – Un proverbio indiano recita: «Le piante sono maestre di vita». Quella del fico, importante coltura dell’agricoltura pugliese, ha in sé qualità come la generosità e la parsimonia per la grande varietà di frutti che riesce a dare all’uomo senza pretendere particolari cure. A questa pianta, gli studiosi Francesco Minonne, Paolo Belloni e Vincenzo De Leonardis hanno dedicato un accurato volume intitolato “Fichi di Puglia: storia, paesaggi, cucina, biodiversità e conservazione del fico in Puglia”, edito da Coop. Ulisside. Il libro è stato presentato ieri sera (domenica 29 giugno) all’Hotel Sierra Silvana a Selva di Fasano.
L’appuntamento, organizzato dall’associazione "Pro Selva" in collaborazione con la sezione locale dei “Presidi del Libro”, è stato aperto dai saluti dell’assessore alle Attività Produttive Renzo De Leonardis. «Il fico è molto antico e risulta essere, dopo olivo e vite, la terza pianta più coltivata in Puglia. Non a caso: essa, infatti, è un alimento sano ed energetico e non richiede molta acqua – ha ribadito Paolo Belloni, uno degli autori e fondatore della “Pomona onlus”, associazione nazionale per la valorizzazione della biodiversità −. Questa caratteristica rende il fico strategico per l’alimentazione delle future generazioni in quanto non possiamo escludere un rischio di crisi alimentare».
Per la Puglia, dunque, il fico ha assunto grande importanza in passato in quanto fonte di sostentamento per la gente e, ancora oggi, riveste un notevole ruolo grazie alla sua biodiversità (possiede una gamma di oltre 200 varietà solo nella nostra regione), espressione di abbondanza. Le campagne fasanesi, con i loro rigogliosi alberi da fico, sono una valorosa espressione di tale abbondanza.


