FASANO – La spiaggia di Torre Canne, in alcune zone, sta letteralmente scomparendo. Il fenomeno dell’erosione della sabbia anche sul nostro territorio si sta facendo sentire tanto da mettere in crisi i gestori dei lidi interessati dal problema. È stato calcolato che la perdita per erosione di un metro quadrato di spiaggia comporta un costo di mille euro, per guadagni perduti e per i tentativi di protezione e intervento. Uno spettacolo sottolineato, spesso e volentieri, anche dai turisti che raccontano di come, in effetti, Torre Canne non sia più come una volta. Il mare qualche volta toglie e qualche volta dona, ma negli ultimi anni, specie in alcune zone più antropizzate, il saldo tende spesso ad essere largamente negativo.
A Torre Canne urgono interventi urgenti. Sono tante le esperienze in giro per il mondo che possono tornare utili alle amministrazioni che decidono per una politica di contrasto del fenomeno erosione. I metodi più usati consistono di solito nel creare bracci di scogli e moli artificiali disposti o perpendicolarmente alla linea della costa o in qualche caso paralleli. Gli esiti sono diversi, a seconda del tipo di correnti prevalenti e delle annate. Ma qualche beneficio, sia pure spezzando l’incanto e il disegno naturale di certe spiagge si finisce per ottenerlo. Altro rimedio utilizzato, quello del deposito di nuova sabbia sulla spiaggia soggetta a erosione. Ma si tratta in molti casi di interventi palliativi, spesso vanificati dal cambiamento delle correnti. A volte, infine, le barriere e i bracci spostano l'erosione da un luogo all'altro anche ad alcuni chilometri di distanza. Una cosa è certa: urge intervenire per tentare di salvare il salvabile.
L’Amministrazione fasanese, poi, in uno dei progetti di rigenerazione urbana previsti proprio per Torre Canne, aveva anche pensato all’installazione di una passerella in legno lungo tutto l’arenile. In alcuni punti, tipo accanto all’Hotel Eden, questa stessa passerella sarebbe impossibile montarla in quanto sarebbe quasi in mare.


