FASANO – Sono ventisei. Ventisei uomini e donne della Polizia Locale di Fasano, ventisei madri e padri di famiglia che ogni giorno garantiscono sicurezza, turni, notti e festivi alla città, e che ora dicono basta.
Per loro conto, l’Avv. Angelo Ferrara Pentassuglia, legale di fiducia del sindacato CSA RAL – sindacato autonomo aderente a CISAL per le province di Brindisi e Taranto, ha notificato al Comune di Fasano una formale diffida per il riconoscimento integrale delle indennità di turno e di servizio esterno anche durante i periodi di ferie.
I 26 aderenti al sindacato, che rappresentano di fatto la quasi totalità del corpo di Polizia Locale, contestano la prassi dell’Ente di decurtare queste voci stipendiali proprio quando sono in ferie.
Un tentativo di soluzione bonaria c’era stato. Come specifica il legale, nonostante siano stati effettuati svariati incontri con l’Amministrazione, alla presenza dell’Assessore competente, del Segretario Generale, del Servizio Personale, dell’Avvocatura del Comune, oltre ad un rappresentante del sindacato CSA RAL aderente CISAL e ad un delegato della Polizia Locale, si era addirittura addivenuti ad un accordo di transazione verbale. Un accordo che prevedeva grande disponibilità da parte dei lavoratori, arrivati a proporre di rinunciare a quasi il 70% di quanto spettante a titolo di arretrati, pur di non incidere ulteriormente sulle casse dell’Ente e di ottenere almeno la certezza del riconoscimento del diritto alle indennità per il futuro.
Accordo che però è sfumato a causa di pretestuosi cavilli burocratici sollevati dal Comune di Fasano, impedimenti ancora oggi poco chiari e inspiegabili, che di fatto hanno impedito di dare seguito a quanto concordato in sede di transazione, costringendo così i lavoratori a procedere in giudizio.
Al centro dell’azione c’è un recentissimo orientamento della Corte di Cassazione che cambia tutto. Secondo la Suprema Corte, l’indennità di turno e l’indennità di servizio esterno non sono emolumenti occasionali o accessori, ma compensi strutturali e continuativi legati a una condizione di lavoro particolarmente disagiata – turni serali, notturni, festivi e servizio esterno in strada.
Il mancato riconoscimento di tali indennità durante le ferie, evidenzia l’Avv. Ferrara Pentassuglia richiamando la Cassazione, non è una semplice questione contabile, ma una vera e propria lesione del diritto al riposo sancito dall’art. 36 della Costituzione e dalla direttiva europea. Penalizzare economicamente il lavoratore proprio quando fruisce delle ferie equivale a disincentivare l’esercizio di un diritto inviolabile e irrinunciabile.
Quello che appare più singolare, sottolinea l’Avv. Ferrara Pentassuglia, è che nonostante esista ormai un orientamento giurisprudenziale consolidato sul punto, e nonostante la disponibilità dei lavoratori e l’accordo raggiunto, il Comune di Fasano abbia fatto sfumare la transazione con impedimenti burocratici pretestuosi e di dubbia comprensibilità, proprio quando si era vicini a evitare il contenzioso. Una scelta che rischia di incidere ulteriormente e pesantemente sulle casse comunali, con il rischio concreto di una soccombenza in giudizio dell’Ente, con aggravio di spese legali, interessi e rivalutazione.
Non si tratta di una previsione astratta. Sia il Comune di Milano, sia il Comune di Lecce, sia il Comune di Taranto sono già risultati soccombenti in tutti i ricorsi aventi ad oggetto proprio il riconoscimento di tale indennità durante le ferie. Una giurisprudenza ormai granitica che comporta il rischio concreto di una soccombenza in giudizio per l’Amministrazione in caso di contenzioso.
“Non stiamo parlando di un caso isolato, ma di 26 lavoratori – dichiara l’Avv. Angelo Ferrara Pentassuglia – Ventisei agenti che il Comune di Fasano sta penalizzando illegittimamente. È paradossale: chi lavora di notte, sotto la pioggia, nei giorni di festa, viene punito economicamente quando esercita un diritto sacrosanto come le ferie. La Cassazione è chiarissima: così si lede il diritto al riposo. È incostituzionale. I miei assistiti, per senso di responsabilità, erano arrivati a firmare un accordo rinunciando al 70% degli arretrati. Il Comune lo ha fatto saltare con cavilli burocratici pretestuosi e inspiegabili. Ora adiremo immediatamente il Giudice del Lavoro.”
La diffida, promossa da CSA RAL, sindacato aderente a CISAL, chiede l’immediato adeguamento delle buste paga per tutti e 26 gli aderenti e il riconoscimento degli arretrati maturati.
“Ho agito per conto di ventisei lavoratori per evitare un contenzioso a grappolo che costerebbe caro al Comune – conclude l’Avv. Ferrara Pentassuglia – Se il Comune non si adegua già con le buste paga di ottobre 2026 con l’inserimento degli emolumenti rinvenienti da indennità di turno e da servizio esterno, notificheremo immediatamente questi 26 ricorsi al Giudice del Lavoro. Non lasceremo sola nessuna di queste famiglie.“


