Fasano – Si è svolto martedì 26 maggio nella Biblioteca di Comunità “I. Ciaia” l’ultimo incontro del progetto “Educhiamoci – alla scoperta del mondo infantile”, il percorso formativo organizzato dal CIF di Fasano in collaborazione con Humanamente per conoscere e scoprire meccanismi che riguardano i processi evolutivi, comportamentali ed emotivi di bambini e ragazzi.
A presentare gli ospiti dell’appuntamento conclusivo, “Chi si nasconde dentro al bullo? Vissuti e processi di manifestazione di un disagio”, la presidente provinciale del CIF Agnese Legrottaglie la quale, dopo aver evidenziato che “Educhiamoci” mira a promuovere la cultura dell’infanzia, punto cardine della sezione comunale di Fasano, ha spiegato che tale evento rientra nella rassegna “O-maggio all’Infanzia”, promossa dal Comune di Fasano in collaborazione con le locali associazioni.
A seguire, i saluti istituzionali dell’assessora alle pari opportunità Cinzia Caroli la quale, dopo aver ringraziato gli organizzatori, ha sottolineato che: «Vi è un vero allarme sociale riguardo al bullismo e per questo, oltre ad interrogarci sulle misure da adottare, sono davvero importanti i momenti di riflessione come questo e la testimonianza diretta di “Mabasta”».
Un incontro per comprendere le possibili cause del bullismo grazie all’intervento dello psicologo Luigi Pugliese, che ha fatto notare come tale fenomeno riguardi già i dodicenni, i quali vivono l’età di passaggio da bambino ad adolescente. Una fase delicata durante la quale i ragazzi, dietro comportamenti aggressivi, possono nascondere insicurezza, difficoltà a gestire la frustrazione e le emozioni, bisogno di appartenenza ad un gruppo o possono aver vissuto in prima persona umiliazioni, rifiuto ed esclusione. Comportamenti aggressivi che si amplificano quando si incontrano con la tecnologia, diventando così cyberbullismo, fenomeno in cui lo schermo azzera l’empatia e dà un senso di maggiore potenza, mentre il contenuto può essere condiviso all’infinito a tantissime persone. Una situazione resa ancora più grave dall’introduzione dell’Intelligenza Artificiale, che permette di creare immagini e video falsi, rendendo chiunque una potenziale vittima, in quanto non è più necessario un fatto reale come fattore scatenante fenomeni di bullismo, ma è sufficiente che il materiale sia credibile e condiviso. Pertanto, per prevenire il bullismo e le sue evoluzioni, è necessaria un’alfabetizzazione all’AI, sviluppare un’empatia online e comprendere le conseguenze giuridiche e penali di tali atti, soprattutto per i più giovani.
A concludere l’incontro è stata la preziosa testimonianza di Diego Cellamare, volontario di Mabasta – Movimento Anti Bullismo Animato da Studenti Adolescenti. Un momento ricco di emozioni, durante il quale Diego ha raccontato come sia nata l’idea di fare qualcosa per combattere il bullismo e alcuni toccanti episodi da lui vissuti. Era il 2016 quando il suo professore Daniele Manni si presentò in classe molto amareggiato per aver letto di una bambina di 12 anni che aveva tentato il suicidio perché vittima di bullismo. Una notizia che ha scosso l’intera classe dell’Istituto “Galilei-Costa-Scarambone” di Lecce, che ha deciso di non restare indifferente al bullismo dando vita a “Mabasta”. Da quel momento i volontari del movimento hanno iniziato a organizzare interventi nelle scuole per dare supporto e ascolto a tutti gli studenti in ambito di bullismo, ideando il “Modello Mabasta”, protocollo per prevenire e contrastare ogni forma di bullismo e cyberbullismo.
Piccoli eroi, come l’attore Tom Holland ha definito i volontari di “Mabasta”, che fanno guardare al futuro con speranza: perché a scendere in campo contro il bullismo sono proprio i ragazzi, con il loro coraggio, la loro sensibilità e la volontà di costruire un ambiente più sicuro e rispettoso per tutti.
Al termine dell’incontro sono stati consegnati gli attestati di frequenza all’intero percorso formativo di “Educhiamoci” con l’appuntamento alla prossima edizione.


