FASANO – La grande crisi dei carburanti che sta mettendo in ginocchio la Puglia ha colpito duramente anche Fasano. Già a partire dalla serata di ieri, 14 ottobre, trovare un rifornimento di gasolio in città si è trasformato in una vera e propria impresa: la maggior parte delle stazioni di servizio ha esaurito del tutto le scorte, mentre presso i pochissimi impianti ancora operativi si registrano chilometriche code di automobili in coda nell’assalto all’«ultima goccia» di carburante, con i listini schizzati alle stelle fino a toccare punte record di 2,60 euro al litro.

All’origine di questo corto circuito logistico c’è la forte tensione sociale che sta interessando il territorio ionico. Da giorni, gli operai dell’ex Ilva di Taranto stanno attuando rigidi blocchi stradali lungo le arterie strategiche SS106 e SS7, in corrispondenza degli accessi allo stabilimento siderurgico. La protesta continua a impedire il transito e l’uscita delle autocisterne dalla vicina raffineria Eni. La stessa compagnia petrolifera aveva già lanciato l’allarme nella giornata del 13 ottobre, preannunciando pesanti ritardi nell’approvvigionamento della rete Enilive destinati a coinvolgere l’intera regione e il resto del Mezzogiorno.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge il secondo fronte di protesta avviato di recente: la mobilitazione degli autotrasportatori che, dalla Calabria fino alla Puglia, si stanno battendo proprio contro il caro gasolio, causando ulteriori disagi e rallentamenti alla circolazione stradale.
Un effetto domino che rischia di paralizzare la catena di distribuzione regionale, lasciando stamattina centinaia di automobilisti nell’incertezza sulle riserve di carburante disponibili.


