Fasano – Si è conclusa con grande partecipazione la seconda edizione della Festa dell’Olio Buono, che dal 17 al 20 aprile ha animato Fasano con un programma articolato di incontri, degustazioni, momenti formativi ed eventi culturali.
L’edizione 2026, intitolata “Raccolti e Racconti”, ha messo al centro il valore della narrazione come strumento per leggere il presente della filiera olivicola e costruirne il futuro: un racconto che parte dalla terra e dal lavoro dei produttori, attraversa i linguaggi della cultura e si apre alle opportunità legate all’oleoturismo e alla formazione.
Nel corso delle quattro giornate, piazze, masserie e luoghi simbolo della città sono diventati spazi di incontro tra operatori, istituzioni e pubblico, con una partecipazione significativa anche da parte di giovani imprenditori e professionisti del settore.
«Il successo di questa seconda edizione della Festa dell’Olio Buono conferma che la strada intrapresa è quella giusta: l’olio extravergine di oliva non è solo un prodotto d’eccellenza della nostra terra, ma il vero motore di un’economia circolare e sostenibile che lega l’agricoltura al commercio e al turismo di qualità. La nostra città, che da sempre è un punto di riferimento per la cultura olearia, ha registrato una partecipazione nutrita, non solo di cittadini e turisti, ma soprattutto di operatori e giovani imprenditori che credono nel valore della nostra terra. Vedere le piazze e le masserie animate da degustazioni guidate, workshop e incontri B2B è la prova che quando la sinergia pubblico-privato funziona, i risultati superano le aspettative. Il mio ringraziamento va a Itriae Culturae che ha promosso e organizzato l’evento insieme a Grazio Pagliarulo, a Città dell’Olio Puglia, a tutti i produttori locali che con le loro capacità garantiscono l’altissima qualità del nostro “oro verde”, e a tutti i commercianti che hanno abbracciato l’iniziativa. Questa kermesse non è solo un evento celebrativo, ma un investimento strategico per il brand Fasano: l’oleoturismo rappresenta per noi una frontiera di sviluppo fondamentale per destagionalizzare l’offerta e dare valore concreto al lavoro delle nostre aziende», ha dichiarato Giuseppe Galeota, assessore alle Attività Produttive del Comune di Fasano.
Soddisfazione anche da parte dell’organizzazione: «Con la conclusione della seconda edizione, esprimo grande soddisfazione per essere riusciti a mettere in dialogo gli attori della produzione dell’olio extravergine con quelli della cultura e della formazione. Grazie alla visione lungimirante dell’amministrazione comunale, lo sviluppo del territorio trova nella qualità e nel racconto i suoi assi portanti. Un racconto che riguarda innanzitutto noi stessi, fondamentale per generare consapevolezza e guidare il cambiamento, e che si riflette nell’impegno dei produttori aderenti, capaci di restituire dignità alla filiera e a un prodotto straordinario come l’olio extravergine. Allo stesso tempo, è un racconto rivolto verso l’esterno, che apre alle grandi opportunità dell’oleoturismo e della formazione gastronomica. Questo è il momento della gratitudine, ma anche dell’analisi: sono già numerose le proposte ricevute per la prossima edizione, e ci metteremo presto all’opera», ha dichiarato Grazio Pagliarulo, ideatore e organizzatore della manifestazione.
A prolungare il percorso avviato durante la manifestazione è anche la mostra “Oro Vivo. Pratiche di cura dell’invisibile. Abitare poeticamente la terra.”, con le opere di Alberico Maggi, Grazia Tagliente, Mariantonietta Clotilde Palasciano e Raffaele Vitto, visitabile fino al 30 aprile presso il Museo della Casa alla Fasanese.
La Festa dell’Olio Buono si chiude così con un bilancio positivo e con una progettualità già rivolta alla prossima edizione, confermando la capacità di costruire connessioni tra produzione, cultura e comunità.
L’associazione Itriae Culturae APS ringrazia il Comune di Fasano, l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Bcc Locorotondo e tutti i partner, sponsor e produttori che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.
Foto di Laura Maggi e Stefania Recchia.


