Fasano – Per anni il Comune di Fasano ha provato, senza riuscirci attraverso aste pubbliche, a vendere Masseria Tavernese, che ha attirato le attenzioni di parecchi imprenditori disponibili all’acquisto per trasformarla in un lussuoso resort.
Ebbene, ora che al Comune di Fasano è arrivata una proposta concreta di acquisto da parte di un imprenditore americano che ha anche versato nelle casse comunali, una caparra di 413.000 euro, improvvisamente si sono risvegliati nuovi appetiti. Sarebbero infatti almeno tre gli imprenditori che nei giorni scorsi hanno manifestato l’interesse all’acquisto del “gioiello di famiglia” del Comune di Fasano.
Cosa fare allora, considerando che la proposta d’acquisto dell’imprenditore americano ha valore fino al 31 agosto 20
Il Comune vuole vendere, ma per fare le cose in assoluta trasparenza e soprattutto negli interessi del Comune di Fasano, pare che il sindaco con il dirigente preposto, stiano valutando l’ipotesi di bandire, a stretto giro, una nuova gara di vendita, sperando che questa sia la volta buona per arrivare alla cessione dell’immobile, dal cui ricavato si potrebbero realizzare parecchie opere pubbliche: a quanto pare, in cima alla lista vi sarebbero il parcheggio per il campo sportivo e l’area mercatale.
Sarà la volta buone per chiudere questa annosa vicenda?
Va ricordato infatti che a proporre l’acquisto della tenuta con circa 90 ettari di terreno, fu l’imprenditore veneto Maurizio Zamparini nel 2002 che da poco aveva costruito a Fasano il Centro Commerciale Emmezeta. Ma il commissario prefettizio Mario Giannuzzi dovette rifiutare l’offerta di 18 miliardi per l’acquisto, con la motivazione di non avere i poteri per compiere un atto di tale portata con i poteri del consiglio comunale. Poiché si era in campagna elettorale infatti i capigruppo dei partiti di centrodestra fecero notare al Commissario che era una questione che sarebbe stata definita dal consiglio comunale da eleggere di li a poco. E così l’affare naufragò.
Fu poi avviata una gara nel 2008 per un importo di oltre 5 milioni di euro: ma non fu presentata alcuna offerta.
All’epoca però c’era un problema serio in quanto non era stato raggiunto nessun accordo con gli affittuari sia della masseria che dei terreni che il Comune aveva dato in fitto. Prima di una nuova asta, proposta nell’agosto 2022, invece, l’ente comunale aveva raggiunto accordi transattivi che obbligavano gli attuali conduttori dei terreni a lasciare tutto in caso di vendita. La cifra, da dividere tra i vari affittuari, è di 367 mila euro con un massimo di 270 mila euro per l’affittuario della masseria vera e propria a un minimo di 5 mila euro per colui che ha gestito una porzione di terreno. Accettata questa transazione con una definizione bonaria l’eventuale acquirente troverà la tenuta libera da persone e cose.


