Fasano – L’associazione U’mbracchie anche quest’anno ha affisso questi caratteristici fantocci che incarnano i simboli della quaresima. Vestita di nero la vecchia signora esprime il lutto per la perdita del marito, il carnevale, infatti non sono ammessi indumenti colorati. L’unica eccezione è per l’arancia che, col suo colore, richiama le privazioni dai vizi di gola e dai peccati in questo periodo di digiuno e astinenza. Nel frutto sono poi conficcate sette piume come simbolo delle sette settimane di quaresima. L’anziana signora indossa una collana con sette taralli e sette spicchi d’aglio, quest’ultimo un buon rimedio, secondo la tradizione, contro gli spiriti maligni. Nel cesto che l’accompagna, ha vino e olio, prodotti tipici dei frutti principali della nostra terra. Ogni anno questa particolare tradizione richiama passanti e curiosi, una tradizione da rispettare nei suoi toni penitenti e da perseverare. Grazie ai soci dell’associazione che contribuiscono al ripristino di questa usanza che ha vita da tempi immemori e che ha in sè tantissimi significati: calendario contadino, passaggio dalla morte alla vita con l’imminente arrivo della Primavera. Questi pupazzi saranno appesi fino al sabato santo ad eccezione di una quarantana che si può ammirare da vicino, nel museo della casa alla fasanese.
Molte scuole hanno già organizzato con l’associazione delle passeggiate per illustrare la tradizione ed il significato di questo antico rito e conoscere da nuove prospettive la storia, i costumi e la stratificazione culturale e popolare che sono il nostro patrimonio identitario di cittadini.

L’associazione inoltre prenderà parte – attraverso Giacomo Fanizza, cultore delle tradizioni locali e curatore della realizzazione dei fantocci – ad un convegno, che si terrà l’8 marzo a Ruvo di Puglia, incentrato sulle quarantane dove si condividerà con gli altri contesti pugliesi, questa particolare tradizione del periodo quaresimale che sopravvive ancora in alcuni comuni del sud Italia.


