IMPRUNETA – C’è un filo sottile che lega la terra bianca di Fasano alla roccia sedimentaria di Impruneta, in Toscana: è la capacità di leggere l’identità di un luogo attraverso i materiali che lo compongono. Leonardo Vitti, nato a Fasano nel 1993, architetto di formazione e fotografo per vocazione, porta il suo sguardo attento nel cuore della Toscana con la mostra fotografica “Ororosso”.

L’esposizione, ospitata presso il Museo Festa dell’Uva di Impruneta dal 2 al 17 maggio 2026, è il frutto di un lavoro di indagine durato circa un anno. Il progetto ruota attorno alla comunità di Impruneta (FI) e al suo territorio, che dalla lavorazione della terracotta ha saputo creare un’anima e un’economia uniche al mondo.
Al centro della ricerca di Vitti c’è il galestro, la pietra che a contatto con l’acqua diventa pasta duttile e, una volta cotta, si trasforma in “oro rosso”. Nelle circa settanta immagini esposte, il fotografo fasanese si muove tra le cave e le antiche fornaci storiche, catturando non solo i manufatti – dai vasi alle balaustre, fino all’arte funeraria – ma soprattutto il messaggio profondo che la terra porta con sé.
Leonardo Vitti, dopo la laurea in Architettura a Firenze, ha scelto di usare l’obiettivo come strumento di indagine del territorio. Il suo approccio analitico, tipico della sua formazione da architetto, si fonde con una sensibilità artistica che gli permette di osservare lo spazio abitato dall’uomo e le relazioni che esso genera.
Il progetto “Ororosso” rappresenta per Vitti un’importante tappa professionale che mette in luce la sua capacità di documentare realtà complesse: dalle fasi della lavorazione a mano alla resistenza di un settore che oggi deve affrontare sfide economiche e generazionali. La partecipazione della comunità e il patrocinio del Comune di Impruneta confermano l’alto valore documentale e artistico dell’opera del giovane professionista pugliese.


