Fasano – La gestione della sicurezza e della salute pubblica intorno all’immobile di Via Mosca, danneggiato da un incendio il 30 settembre 2025, è al centro di una complessa e articolata serie di iniziative istituzionali promosse dai residenti della zona. Su iniziativa della cittadina Aurora Scollo, in veste di portavoce del quartiere, lo scorso 22 maggio è stato formalmente trasmesso per conoscenza alla Procura, Prefettura e ai Ministeri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti a Roma un dossier di 21 pagine, corredato dalle firme di 219 residenti, per sollecitare una vigilanza sui ritardi legati alla messa in sicurezza dell’area, alla viabilità alternativa e ai connessi rischi ambientali e sanitari.
A seguito di questa mobilitazione, in data 25 maggio, l’Amministrazione Comunale di Fasano ha adottato una nuova ordinanza dirigenziale che impone un termine perentorio di 5 giorni ai ai privati proprietari per l’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, confermando la permanenza di un pericolo attuale per la pubblica e privata incolumità.
La reazione dei residenti non si è fatta attendere: nella giornata di martedì 26 maggio, la promotrice Aurora Scollo, ha depositato una formale integrazione legale indirizzata alla Procura della Repubblica e alla Prefettura di Brindisi. L’atto mira a blindare il termine perentorio dei 5 giorni fissato per l’avvio dei lavori, richiamando gli Articoli 677 e 328 del Codice Penale. Nel documento si evidenzia formale diffida verso l’ente locale: l’eventuale concessione di proroghe, tolleranze o la mancata immediata apertura del cantiere pubblico allo scadere dei 5 giorni configurerà in capo ai funzionari comunali competenti il reato di omissione di atti d’ufficio. Si specifica che in caso di crolli o impedimenti letali ai mezzi di soccorso del 118, la responsabilità civile e penale graverà in solido sia sui privati inadempienti sia sui dirigenti comunali inerti.
Il documento è stato inoltrato per conoscenza anche agli organi di controllo competenti per i diversi profili di rischio: ad Arpa Puglia è stata trasmessa la documentazione relativa alla
dispersione di polveri e residui post-combustione, mentre il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Brindisi (SISP) è stato investito in via specifica per ottenere un’ispezione igienico-sanitaria urgente
finalizzata a far fronte alle segnalazioni dei residenti sulla persistente presenza di roditori nel perimetro dell’edificio abbandonato.
Le dichiarazioni della promotrice Aurora Scollo tracciano con chiarezza la posizione dei firmatari, lasciando un’impronta netta sulle motivazioni della protesta:
“Se in questi otto mesi non si sono verificati scontri frontali, se un’ambulanza in codice rosso non è rimasta intrappolata o se un cittadino di passaggio a piedi non è stato colpito da un crollo strutturale, lo dobbiamo solo alla prudenza e alla fortuna. Ma la fortuna non è una norma di attuazione, né la prudenza dei residenti può diventare il piano di protezione civile del Comune”.
Scollo si sofferma poi sulla natura e sullo scopo dell’azione legale intrapresa:
“Questo è un atto lucido di civismo e di dignità. Le transenne mobili sono soltanto un antibiotico palliativo, mentre noi esigiamo l’operazione di messa in sicurezza definitiva e l’inizio immediato dei fatti.
Quelle barriere che ballano a ogni colpo di vento, e che chiunque passi a piedi può sfiorare a pochi centimetri dai muri pericolanti, sono la metafora esatta di come si sta gestendo la sicurezza a Fasano: in modo precario, provvisorio, fluttuante. Ma la responsabilità penale e civile non è mobile, è fissa, e ricade interamente sulle spalle di chi ha il dovere istituzionale di vigilare e non lo fa. Ventuno pagine di dossier e 219 firme servono a questo: a perimetrare le responsabilità legali prima che la fortuna decida di girarsi dall’altra parte”.


