FASANO – Un inquietante atto intimidatorio ha scosso la mattina di domenica 18 gennaio a Fasano. Un proiettile calibro 9, già esploso ma non ossidato, è stato rinvenuto nei pressi dell’ingresso di Palazzo di Città, proprio a ridosso del percorso che il procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli, avrebbe dovuto compiere per presentare il suo volume nell’ambito del Themis Festival.

Il magistrato, figura centrale delle inchieste sulle stragi di Cosa Nostra e da tempo nel mirino della criminalità organizzata, ha deciso di non annullare l’evento nonostante l’allerta del caposcorta:
«Stamane il caposcorta mi ha comunicato, mentre stavo partendo da Locorotondo, alle 10,35 che era stato appena trovato una cartuccia calibro nove usata (ma non ossidata) a ridosso della porta che dovevo attraversare per recarmi al Comune di Fasano. Mi ha anche detto che sarei dovuto passare da dove è stato rinvenuta la cartuccia e mi ha mostrato la foto. Mi ha suggerito di non recarmi ma non ho raccolto l’invito e sono voluto andare. Se è stata un’intimidazione nei miei confronti, come mi è stato detto, non potevo mostrare segnali di paura».
I Carabinieri della Compagnia di Fasano e del Comando Provinciale di Brindisi hanno avviato le indagini, setacciando le immagini dei numerosi sistemi di videosorveglianza presenti in piazza Ciaia. Due le piste principali: un messaggio di minaccia mirato a Tescaroli o un colpo esploso in zona in segno di sfida.

Il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, ha espresso ferma condanna per l’accaduto:
«Esprimo la totale solidarietà mia e dell’amministrazione comunale di Fasano al procuratore capo di Prato, Luca Tescaroli: abbiamo piena fiducia nelle indagini dei suoi colleghi che stabiliranno se si è trattato di un’intimidazione mafiosa nei suoi confronti. Se qualcuno si illude di far vincere la paura in una città tranquilla come Fasano, e di sconvolgere la vita dei suoi cittadini, troverà le Istituzioni pronte a difendere tutti i fasanesi con polso fermo e spirito intransigente».
Tescaroli, che ha coordinato inchieste cruciali da Capaci a Mafia Capitale fino ai recenti dossier sulla criminalità cinese a Prato, continua a vivere sotto scorta dopo pesanti minacce di morte ricevute anche nel luglio 2024.


