Fasano – C’erano una volta le immagini mute che cercavano una voce. Ieri (20 febbraio 2026), al Teatro Sociale di Fasano, quella voce non è stata solo trovata, ma è esplosa in un coro di emozioni, inclusione e talento puro. L’appuntamento fuori cartellone di Fasanomusica, in collaborazione con la rassegna Khatarà, ha trasformato la proiezione de “Il Monello” di Charlie Chaplin in un evento speciale, che resterà impresso nella memoria della città.
I numeri parlano chiaro, ma il calore del pubblico dice ancora di più. La giornata si è aperta con una matinée per le scuole già sold out, che ha visto centinaia di studenti rapiti dal genio di Chaplin e dalla potenza della musica dal vivo. Ma è stata la replica serale a confermare la straordinarietà dell’evento: la fame di bellezza è stata tale da costringere oltre trenta persone a restare fuori, a testimonianza di un’attesa e di un entusiasmo che raramente si vedono per progetti così ricercati.

Sotto la direzione magistrale dei Maestri Antonio Di Lorenzo e Vincenzo Deluci, l’Orchestra Possibile ha dimostrato perché è considerata un unicum nel panorama internazionale. Non si è trattato di una semplice colonna sonora, ma di un’operazione di un’incisività rara.
Il tessuto sonoro, una “rappresentazione numero zero”, ha cucito insieme i secoli: dai classici di Saint-Saëns e Arvo Pärt fino alle vibrazioni rock dei Led Zeppelin e dei Doors, passando per le composizioni originali nate dal talento di musicisti come Valentina Irlando e Antonio Valente.
La vera forza, però, è stata l’unione umana: vedere professionisti di fama internazionale dialogare sul palco con gli studenti del Liceo “L. Russo” di Monopoli, della “Collodi-Bianco” e della “Pascoli” di Fasano, e con i ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni, ha restituito alla musica il suo ruolo più nobile: quello di generare comunità.

Il momento culminante dell’iniziativa, che gode dei patrocini di Comune di Fasano, di Puglia Culture, del Ministero della Cultura e della Regione Puglia, è arrivato ai titoli di coda. Non appena le luci in sala si sono accese, il pubblico è scattato in piedi in una grandissima e interminabile standing ovation. Un tributo spontaneo, commosso e vibrante agli artisti e a un progetto che ha saputo mescolare l’eleganza estetica con un impegno sociale profondo.

È stato un trionfo di note e sorrisi, dove la disabilità è diventata semplicemente un altro colore della tavolozza sonora e il cinema muto è tornato a parlare con una forza moderna e dirompente.


