Savelletri — Una splendida cornice di pubblico ha accolto ieri sera, domenica 12 luglio, nella suggestiva location affacciata sul mare dell’area portuale di Savelletri, l’ex magistrato e già Presidente del Senato Pietro Grasso. L’evento, inserito nella ricca programmazione del Themis Festival, ha registrato una straordinaria partecipazione di cittadini, uniti dal desiderio di ascoltare una delle figure simbolo della giustizia italiana nel dialogo incentrato sul suo ultimo lavoro editoriale dedicato al Maxiprocesso di Palermo.
La serata ha preso il via con i saluti istituzionali del presidente dell’Associazione Legalitria, Antonio Salamina, e dell’assessore al Turismo del Comune di Fasano, Pier Francesco Palmariggi, i quali hanno ribadito il valore immateriale ma profondo della cultura della legalità come motore di sviluppo e di consapevolezza per il territorio. Un ringraziamento unanime e speciale è stato tributato alla moderatrice dell’evento, Giovanna Montanaro, sociologa e studiosa dei fenomeni di criminalità organizzata, il cui instancabile impegno e la cui passione sono stati il vero motore organizzativo dietro la perfetta riuscita di questa importante manifestazione.
Nel corso dell’incontro, intervallato dalle coinvolgenti letture di Vito Alò di diversi passaggi del libro, è stata fortemente evidenziata l’importanza, viva e necessaria ancora oggi, di continuare a parlare del Maxiprocesso di Palermo, storicamente ribattezzato in Sicilia “U’ Maxi”. A quattro decenni precisi dal suo svolgimento, quella pagina storica resta una pietra miliare: un procedimento colossale che vide alla sbarra oltre 300 imputati e che richiese la costruzione specifica di un’aula bunker per poter essere celebrato in massima sicurezza, segnando per sempre la storia giudiziaria e sociale del Paese.
Durante l’incontro, il Presidente Grasso ha catturato l’attenzione della platea alternando riflessioni di carattere squisitamente tecnico a toccanti e inediti aneddoti personali e umani. Ricordando le dinamiche complesse del pool antimafia ideato da Rocco Chinnici e guidato da Antonino Caponnetto, che aveva in Giovanni Falcone e Paolo Borsellino i suoi principali esponenti, l’ex magistrato ha svelato una confessione intima ed emozionante: ha spiegato che il nome della sua Fondazione, Scintille di Futuro, è strettamente legato proprio a Giovanni Falcone e al suo accendino, un oggetto storico donatogli proprio da Falcone pochi giorni prima della strage di Capaci, e che porta sempre con sé come un prezioso amuleto a cui aggrapparsi nei momenti più difficili. Dalle sfide di quella stagione fino ai momenti di solitudine e alle pesanti responsabilità, le parole di Grasso hanno offerto uno spaccato autentico e profondo di un’Italia che ha saputo resistere e reagire al potere mafioso.
Il successo della serata risiede non solo nel valore del suo ospite e dei temi trattati, ma anche nella fitta rete di sinergie locali che hanno sostenuto l’iniziativa, dimostrando come la memoria storica sia un patrimonio condiviso e costantemente alimentato dalla comunità.
L’evento è stato promosso dall’APS Legalitria e dalla Fondazione Scintille di Futuro, con il patrocinio e il sostegno della Città di Fasano, e la collaborazione di BCC Locorotondo (Credito Cooperativo Italiano), Orizzonti Futuri Onlus, International Inner Wheel – Club di Fasano, I Presidi del Libro – Fasano e Rotary Club di Fasano


