Fasano – La memoria si perderebbe se non ci fosse la scrittura a cristallizzarla nel tempo. Scrivere permette di fissare emozioni, ricordi, pensieri ed esperienze che altrimenti scivolerebbero nell’oblio. Ed è proprio per non dimenticare che è nato il Premio Nazionale di Narrativa Valerio Gentile, giunto alla XXVIII edizione, in collaborazione con Schena Editore e patrocinato dal Comune di Fasano, voluto fortemente dai genitori di Valerio per esorcizzare il dolore per l’assassinio del caro figlio, lettore appassionato, amante del teatro e della lirica, autore di poesie e scritti. Un concorso letterario gratuito che pubblica le opere vincitrici, suddiviso in tre sezioni (romanzo under 30, racconto under 25, romanzo 30+) e riservato a opere inedite, in cui si commemora la rievocazione di un dolore e si celebra la potenza della scrittura creativa, che vede protagonisti talenti di penna provenienti da ogni parte d’Italia. I vincitori sono stati premiati il 30 settembre nel gazebo del ristorante “Il Fagiano” a Selva di Fasano. Presentatrice della serata la prof.ssa Mariella Muzzupappa nonché coordinatrice della giuria giovani. Sono seguiti gli interventi della dirigente dell’I.I.S.S “Leonardo da Vinci” Vita Ventrella, dell’assessore alla Cultura Cinzia Caroli, dell’assessore della Regione Puglia con delega al Bilancio Fabiano Amati, del presidente del Centro Studi “Valerio Gentile” Nicola Gentile e dell’editrice Angela Schena.

Ospite della manifestazione il ventenne barese candidato al Premio Strega 2025 Elvio Carrieri, poeta, musicista e autore dell’opera prima Poveri a noi. Una voce fresca nel panorama letterario dalla scrittura “grezza” e informale, caratterizzata da una mescolanza di stili: contaminazioni dialettali, anglicismi, echi classicheggianti, italiano comune, che raccontano la storia di un’amicizia ambientata in una Bari colpita dalla speculazione edilizia. Lo sguardo dell’autore, poi, si sposta su un altro tipo di speculazione, più provinciale e paesana che avviene fuori dal capoluogo, su famosi luoghi dell’entroterra di rilievo archeologico, che sono stati sacrificati in favore di interessi privati. A dialogare con il giovane scrittore Margherita Macrì, editor e insegnante. “Ho iniziato a scrivere per motivi che non so-ha dichiarato Carrieri-però mi ricordo benissimo il primo concorso letterario che ho vinto a Firenze dedicato a Niccolò Bizzarri, poeta scomparso prematuramente. Lo ricordo come un momento importante di quello che è diventata, diciamo una carriera, che mi ha portato nella dozzina finalista del Premio Strega. Sono eventi come quello di stasera che cambiano le esistenze delle persone. A me l’ha cambiata. Motivo per cui sono onorato di essere qua. Perché è facile imbattersi in premi sciacalli, in editori sciacalli che tendono a fecondare un humus stagnante. Quindi premi come questo sono molto importanti, perché non è scontata la pubblicazione dell’opera”. Il giovanissimo autore ha sottolineato quanto sia importante leggere anche autori contemporanei oltre a dissetarsi a fonti granitiche della storia della letteratura.

Infine si è passati alla premiazione. Per la sezione romanzo under 30: terzo classificato Giovanni Frisulli (Torre del Greco) con La bussola nel cuore, secondo Alberto Bonini (Villafranca di Verona) con L’amara filosofia dell’amore, prima classificata Veronica Capponi (Roma) con La bocca brutta dei pinguini con la seguente motivazione: “È un romanzo di formazione fresco e onesto, che esplora il difficile cammino di accettazione di sé. Attraverso gli occhi della protagonista, l’opera racconta con sensibilità la complessità dei legami familiari e l’importanza delle persone che, come bussole, aiutano a trovare la nostra voce. Un libro che fa riflettere, emoziona e celebra la bellezza di essere “storti””. Per la sezione racconto under 25 ci sono stati tre autori a pari merito: Gianluca Barina (Venezia) con Il dimenticato, Giulia Romana Francesca Corsi (Roma) con Quel desiderio chiuso nell’antico cassettone, Martina Givonetti (Borgosesia) con Voci fuori dal coro. Per la sezione romanzo 30+: terzo classificato Domenico Albini con L’esimio signor nessuno, secondo Nicola Sguera (Benevento) con Nel gorgo e vincitore Fabrizio Caberlon (Padova) con Una storia in Valbrenta, così motivato: “È un romanzo che celebra il potere della memoria familiare. Attraverso le vicende autentiche dei protagonisti, il romanzo tratteggia con delicatezza un affresco della Valbrenta dei primi dei Novecento, mettendo in luce la forza e la dignità di persone comuni di fronte alle avversità. È un racconto intimo e potente, che colpisce per la sua onestà e per la capacità di far rivivere un passato che merita di non essere dimenticato”.


