Fasano – Il primo settembre ha preso il via la nuova campagna archeologica del ‘Progetto Egnazia: dallo scavo alla valorizzazione’, che quest’anno raggiunge venticinque anni di attività ininterrotta. Come sempre il programma, curato dal direttore del progetto, prof. Gianluca Mastrocinque, è organizzato dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università di Bari, d’intesa con il Parco archeologico e il Museo di Egnazia, su concessione del Ministero della Cultura.
Come ogni anno l’attività riceve il patrocinio del Comune di Fasano che assicura il vitto dell’équipe di scavo.
Due le aree di scavo
- In prossimità delle mura si amplierà l’area di scavo per continuare ad evidenziare il sistema che riforniva di acqua la città a partire dal I secolo d.C. A questo impianto appartengono il cosiddetto ‘criptoportico’ di cui è ormai chiara la funzione di cisterna e il porticato monumentale di recente messo in luce.
- Si potenzierà lo scavo dell’area situata lungo la via Traiana, di fronte alla basilica civile, dove le ricerche sono ripartite lo scorso anno in continuità con lo scavo realizzato da Elena Lattanzi nel 1968. Anche questo settore accoglie un impianto pubblico di rifornimento idrico e come l’area del criptoportico, in età tardoantica viene trasformato in una fabbrica di metalli, che aveva bisogno di acqua sempre disponibile.
Una ricerca che procede, dunque, su tematiche comuni in diversi settori strategici della città antica.
Dopo questi primi giorni di predisposizione delle attività, dalla prossima settimana al cantiere parteciperanno circa 70 studenti dell’Università di Bari divisi in due turni di tre settimane, allievi delle lauree triennali che ad Egnazia possono muovere i primi passi nell’archeologia sul campo, insieme a studenti più esperti delle lauree magistrali, specializzandi e dottorandi di ricerca.
Il gruppo sarà come al solito eterogeneo perché agli universitari si uniranno a turno gruppi di liceali, provenienti da scuole pugliesi e non, per uno stage che vuole sperimentare una maniera diversa di studiare la storia, mettendo letteralmente le mani sulle testimonianze del passato e sviluppando una sensibilità nuova verso il patrimonio culturale.
Tra queste, come è ormai tradizione, un gruppo della sezione classico del Liceo Da Vinci di Fasano, anch’essa patrocinata dal Comune, sarà sul campo dal 6 al 10 ottobre.
Tre i laboratori che perfezioneranno le competenze degli aspiranti archeologi, per lo studio del territorio con sistema informativo territoriale GIS, per lo studio dei materiali provenienti dallo scavo, soprattutto della ceramica e per le ricostruzioni virtuali, sperimentando le nuove ricostruzioni realizzate nell’ambito del progetto di valorizzazione digitale di recente concluso, condotto dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia.
Come sempre
CANTIERE APERTO, quest’anno con ancora più appuntamenti per le scuole e per i visitatori interessati, con alcune iniziative specifiche di cui si darà notizia più avanti
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