Ostuni – Si è conclusa con successo la recente edizione del “Festival della poesia” di Ostuni, un evento che, dal 17 al 21 settembre, ha trasformato la “Città Bianca” in un crocevia internazionale di versi, emozioni e dialoghi costruttivi. La manifestazione, fondata dalla poetessa Norah Zapata Prill, ha visto la partecipazione entusiasta di Natalizia Pinto, che condivide la sua profonda gratitudine per l’esperienza vissuta.

La poetessa Natalizia Pinto si dichiara felice di essere stata parte integrante del Festival, che quest’anno era incentrato sul tema evocativo di “Orizzonte”. Gli incontri, presieduti dai preziosi collaboratori Adele Nacci e Dario Lacitignola, si sono distinti per un’atmosfera carica di amore e positività, profondamente voluta dalla Zapata Prill.

Il Festival ha ospitato eccellenti poeti provenienti da diverse parti del mondo, creando un dialogo multilingue dove lo spagnolo è emerso come lingua alternativa all’italiano. Al centro dei dibattiti, l’amore e la pace hanno fatto da fil rouge, in linea con la filosofia della fondatrice. Come afferma Norah Zapata Prill, infatti, «Nessun argomento può definirsi concluso», suggerendo che i temi fondamentali dell’esistenza non sono mai superati, ma spesso solo trascurati o dati per scontati.

Tra le presenze internazionali, spicca quella di Javier Claure, poeta e giornalista che ha documentato con attenzione l’evento, menzionando la partecipazione della Pinto in tutti i suoi articoli, a testimonianza della sua risonanza globale. Uno dei contributi di Claure è disponibile sulla piattaforma Neotraba.
L’esperienza è stata per Natalizia Pinto un momento di arricchimento non solo poetico, ma anche umano. L’opportunità di conoscere colleghi animati da una generosa personalità e da un profondo anelito al bene comune ha “riempito il cuore di grazia” con i loro versi.

La poetessa sottolinea come il Festival abbia offerto una dimensione lontana dal superfluo, un’atmosfera in cui l’anima ha potuto librarsi leggera, con le mani tese “verso il bene costruito nell’oasi della poesia”. Per la Pinto, unire la sua voce a quella dei poeti presenti è stato un modo per condividere un profondo senso di comunità attraverso parole, suoni e silenzi.I percorsi intellettuali e spirituali tracciati durante l’evento, guidati dalla “grande poetessa madre Norah Zapata Prill”, hanno ribadito l’inscindibile legame tra poesia e la sua più alta aspirazione: un mondo di pace e armonia, un orizzonte di speranza che il Festival ha saputo far toccare con mano.


