Fasano – il sipario del Teatro Sociale è tornato ad aprirsi ieri sera, sabato 24 ottobre, tra gli applausi scroscianti e una straordinaria partecipazione di pubblico, confermando il successo della diciassettesima edizione del Festival Nazionale di Teatro “Di Scena a Fasano”, curata con la direzione artistica di Mimmo Capozzi e organizzata dal Gruppo di Attività Teatrali “Peppino Mancini”.
A catturare la scena e l’entusiasmo della platea è stata la compagnia “Artisti Anonimi” di Sossano (VI), la più giovane formazione in concorso, che ha incantato il pubblico portando in scena la pièce “Così parlò Giosuè”, scritta, diretta e interpretata da Davide Schio, 22enne, che ha anche fondato la compagnia .

Sul palco, i giovani talenti hanno dato vita a una vibrante e originale “tragedia jazz”, un viaggio vorticoso tra ambizione, invidia e il disperato desiderio di riscatto. La storia dello sfortunato ghostwriter Giosuè Schiavoni — consumato dal successo altrui e protagonista di un fatidico patto con la Morte pur di ribaltare il proprio destino — ha saputo tenere gli spettatori incollati alle poltrone, grazie a una narrazione frenetica e a interpretazioni corali cariche di energia e intensità emotiva.
La risposta del pubblico fasanese non si è fatta attendere: la platea del Teatro Sociale ha tributato alla compagnia vicentina una calorosa e prolungata ovazione, premiando non solo il talento e la freschezza scenica dei giovani attori, ma anche la forza di un testo capace di coniugare toni cupi e atmosfere uniche.

Il Festival “Di Scena a Fasano” non si ferma e dà appuntamento al pubblico per il terzo spettacolo in concorso. Sabato 31 ottobre il palcoscenico del Teatro Sociale ospiterà la “Compagnia dell’Anello” di Forlì (FC) con la commedia “7 Donne e un mistero” di Robert Thomas.
In scena Simone Bombardi, Lidia Casadei, Sara Cavassi, Giada Nanni, Costanza Neri, Licia Pini, Chiara Rossi ed Elisa Zecchini, per la regia di Francesco Vezza e Marco Venturi. Un intrigo ad alto tasso di suspense e ironia pronto a conquistare ancora una volta la platea fasanese.


