Fasano – Questa la nota stampa a firma della coordinatrice cittadina di FdI di Fasano, Grazia Neglia:
Fratelli d’Italia Fasano esprime forte preoccupazione e indignazione e denuncia con forza l’ennesimo episodio di cattiva amministrazione che sta colpendo la nostra città: la pista ciclabile di recente realizzazione è oggi distrutta, inglobata nel cantiere dell’ex Mercato Ortofrutticolo. Un’opera pubblica ultimata, celebrata e poi demolita in un così breve arto temporale. Un caso che parla da solo! L’Amministrazione aveva definito la pista ciclabile “un grande successo”, minimizzando le proteste dei residenti e liquidandole come lamentele di “tre o quattro persone”. Ad oggi i fatti dimostrano esattamente il contrario: i cittadini avevano ragione, e l’Amministrazione aveva torto. Mentre i residenti subivano disagi, restringimenti, cordoli pericolosi e modifiche alla viabilità, il Sindaco Zaccaria e i suoi sodali procedevano con inaugurazioni e dichiarazioni trionfalistiche. Nel frattempo, era già noto che l’intera area dell’ex Mercato sarebbe stata oggetto di demolizione e profonda riqualificazione, presentata come un intervento “storico” e “a misura d’uomo”. La vicenda pone interrogativi gravi e non più rinviabili sulla gestione delle risorse pubbliche e sulla capacità programmatoria dell’Amministrazione a guida PD. Se tutto questo era programmato, perché costruire prima e in quel posto la pista ciclabile? Perché spendere soldi pubblici per poi distruggere quanto realizzato? Questa vicenda non è un semplice errore: è un simbolo di mancanza di programmazione, superficialità amministrativa e totale disinteresse per i disagi dei residenti, che già nel 2023 avevano promosso raccolte firme denunciando scelte sbagliate e progettazioni approssimative. È doveroso chiedersi, altresì, chi ha autorizzato un intervento destinato a essere smantellato pochi mesi dopo? Chi ha verificato la coerenza tra i progetti finanziati e le tempistiche dei cantieri? La distruzione di un’opera pubblica, o parte di essa, da poco realizzata e finanziata con risorse pubbliche, rappresenta un fatto di estrema gravità, che potrebbe configurare un potenziale danno erariale a carico della collettività. È necessario accertare se vi siano state carenze nella programmazione, errori nella gestione dei procedimenti o scelte politiche orientate più alla propaganda che all’efficienza amministrativa.


