Selva di Fasano – In Italia la questione sanità è sempre fortemente discussa e controversa. Un settore da incubo, quando pensiamo ai tagli spesso inferti dalla politica, caratterizzato da carenza di organico e da una disparità di accesso a servizi e prestazioni tra ospedali del Nord e del Sud, che pertanto non garantisce il diritto alla salute in modo equo.
Tali argomenti, e non solo, sono stati oggetto del tradizionale appuntamento organizzato dal club Amici della Selva domenica 21 settembre nel gazebo dell’Hotel Sierra Silvana a Selva di Fasano, intitolato “Sanità…Sogno o Incubo!”, che ha visto il Sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato intervistato dal giornalista ed editore di Canale 7 Gianni Tanzariello. Presenti tra il pubblico il prefetto di Brindisi Luigi Carnevale, l’europarlamentare Michele Picaro, il senatore Filippo Melchiorre, la senatrice Maria Nocco, il sindaco di Monopoli Angelo Annese, il consigliere regionale Tommaso Scatigna e il vicesindaco Luana Amati. Dopo il breve saluto del presidente del club Renato Falcolini, la serata è stata introdotta dal consigliere comunale Antonio Scianaro. L’onorevole Gemmato, dopo aver lodato le bellezze della Puglia e di Fasano in particolare, è entrato nel vivo della tematica, evidenziando come le performance sanitarie del sistema regionale pugliese non sono eccellenti: “Anche quest’anno la Regione ha sforato abbondantemente e non ha reso una sanità pubblica migliore. Nonostante dati alla mano presentino una sanità pugliese all’ottavo posto per prevenzione e al decimo per assistenza, bisogna migliorare le performance. Si pensi alle liste d’attesa: i pugliesi che vanno a prenotare un’indagine diagnostica o una visita specialistica si vedono rimandati a tempi lunghi e inaccettabili”. A tal riguardo, il Sottosegretario ha specificato che il Governo Meloni, oltre ad aver incrementato il fondo sanitario pubblico ha anche emanato un decreto per attuare misure urgenti per la riduzione dei tempi delle liste d’attesa. Secondo Gemmato, del sistema sanitario pubblico funziona in modo eccellente quella che è l’alta complessità: “Si pensi ai trapianti di fegato robotizzati per cui i pazienti, a differenza di altre nazioni, non pagano un euro. Dove cade il nostro sistema sanitario? Sulla bassa complessità e sui fenomeni che fanno recepire negativamente la sanità pubblica, come l’affollamento dei Pronto soccorso per codici bianchi e verdi, che portano a ritardi nel riconoscimento e trattamento di condizioni a rischio evolutivo immediato. Il problema è che non esiste una sanità territoriale che prenda a carico quei pazienti che presentano un’urgenza minore. Grazie al PNRR, stiamo cercando di costituire strutture sociosanitarie come ospedali di comunità, case di comunità, COT (Centrale Operativa Territoriale) proprio per ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorso”.

Il discorso, poi, è dirottato su quello che forse è stato l’argomento più atteso della serata: il nuovo ospedale Monopoli-Fasano inaugurato il 26 luglio scorso, a cui il Sottosegretario, pur invitato, non ha voluto presenziare al taglio di nastro. “Per me andare a inaugurare un ospedale che è una scatola vuota-ha chiosato Gemmato-bella fuori ma che non ha visto un ricovero né lo vedrà fino a fine anno, è fuffa, è campagna elettorale. Sarò a tagliare quel nastro, se sarò ancora Sottosegretario di Stato alla Salute, quando quell’ospedale sarà realmente funzionante”. Altra nota dolente evidenziata dall’onorevole che probabilmente porterà ritardi nell’attivazione del nuovo nosocomio è la scarsità di medici e infermieri: “La Puglia non è una regione virtuosa e attualmente è in piano di rientro per sanare il disavanzo sanitario. Ciò è un elemento che porta a restringere la possibilità di prevedere nuove assunzioni. Noi stiamo cercando di superare i vincoli di assunzione del 2004, dando l’opportunità di assumere. Anche qui mi sento di fare una considerazione: purtroppo negli anni si sono fatti più investimenti sulle sanità service, in forma clientelare, che sul personale sanitario. L’ospedale Monopoli-Fasano è stato costruito con al 95% con i fondi del Ministero della Sanità e con il 5% da parte della Regione. Quindi c’è tutta l’intenzione da parte nostra di dotarlo di medici, infermieri, farmacisti e chimici. Per quanto riguarda l’apertura ritengo che avverrà nell’anno nuovo ed io sono disponibilissimo a farmi carico di tutte le criticità affinché il nuovo ospedale entri immediatamente in funzione”.
Quindi è il sogno che si andrà a realizzare! Al di là delle beghe politiche, il mettere in funzione un nuovo ospedale, a prescindere dal luogo in cui avviene, è sempre un beneficio per tutta la collettività. Significa potenziare il territorio di un’ulteriore struttura sanitaria, perché diventa una garanzia di cure e servizi con tecnologie avanzate, migliora la qualità della vita dei cittadini e crea nuovi posti di lavoro. Inoltre, la sanità non dovrebbe avere confini, imposti da limiti geografici, sociali o economici. Solo cercando di promuovere politiche sanitarie inclusive si garantisce per davvero l’attuazione dell’art.32 della Costituzione.


