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    Calcio a 5

    Vibrante lettera del presidente Rapanà dopo i fatti di sabato

    Nonostante la bella vittoria è ancora negli occhi di tutti il brutto infortunio rimediato da Angelo Maglionico.
    RedazioneDa RedazioneOttobre 1, 20126 minuti di lettura
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    Vibrante lettera del presidente Rapanà dopo i fatti di sabato - Osservatorio Fasano
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    FASANO- In casa Cocoon non sarà facile ricordare piacevolmente la stupenda vittoria in rimonta, in condizioni a dir poco proibitive, conquistata sabato scorso contro il Francavilla, perchè inevitabilmente essa sarà sempre collegata al brutto infortunio rimediato dall'atleta fasanese Angelo Maglionico, colpito da un intervento violento di un avversario che gli ha procurato la frattura di tibia e perone. 

    Il presidente Angelo Rapanà, primo responsabile della squadra, non vuole assolutamente che quanto accaduto sabato finisca presto nel dimenticatoio, ed ha pertanto inviato alla federazione una vibrante lettera carica di riflessioni, che pubblichiamo qui integralmente:

    SPETTABILE F.I.G.C. – Lega Nazionale Dilettanti

    COMITATO REGIONALE PUGLIA
    Via Pende 23
    70124 – BARI (BA)
    AL RESPONSABILE DEL CAMPIONATO REGIONALE DI CALCIO A 5 – SERIE C2

    Oggetto: incontro del 29 settembre 2012 alle ore 16,00 c/o Palestra ITC Salvemini di Fasano sita in 72015 Fasano (BR) alla via G. Attoma sn (valevole per la prima giornata di andata della stagione sportiva 2012/2013 – CAMPIONATO REGIONALE CALCIO A 5 – SERIE C2 – GIRONE C – A.S.D. COCOON FASANO / FUTSAL FRANCAVILLA)


    Il sottoscritto avv. Angelo Antonio Rapanà, nato a Bari (BA) il 05/04/1969 (c.f. RPNNLN69D05A662N) in qualità di presidente della Associazione Sportiva Dilettantistica COCOON FASANO, affiliata alla F.I.G.C. in data 20 luglio 2007, con numero di matricola 919206, regolarmente iscritta al campionato regionale di C2 calcio a 5 per la stagione 2012/2013 e nondimeno in qualità di Legale incaricato dalla predetta Società, rappresenta Loro quanto di seguito.
    Siano dovute e consentite due preliminari ed assorbenti premesse: 
    1. Per non cadere nel consueto “gioco” di postume Loro contestazioni con riferimento alla ricostruzione di quanto realmente occorso, il sottoscritto Presidente demanda al Loro successivo facere l’avere contezza di quanto accaduto: v’era un Direttore di gara che non avrà certamente la mancanza di dignità di riferire il dipanarsi degli eventi e v’era un Osservatore degli Arbitri nondimeno serio, corretto ed onesto. Confidando sulle qualità di entrambi gli addetti ai lavori menzionati, sarà per Loro agevole venire a conoscenza dei fatti.
    2. Il presente fax di eufemisticamente scrivendo vibrante protesta non assolve alcun requisito quanto alla proposizione di un ricorso et similia, ragion per cui abbiano la “delicatezza” ed “attenzione” di non catalogarlo tra l’immenso materiale cartaceo che smistano con un accoglimento od un rigetto e relativa applicazione di una sanzione.
    Premesso questo, volendo dare alla presente missiva un carattere quasi narrativo di gesta eroiche, potrei scrivere di un manipolo di ragazzi che, nonostante alcune “discutibili interpretazioni arbitrali”, nonostante privi di un portiere espulso in ossequio alle discutibili interpretazioni de quibus, con un compagno di squadra condotto dal 118 in Ospedale, con un ragazzino improvvisatosi portiere che compiva delle parate incredibili, ribaltavano il risultato pressoché scontato e vincevano una partita da raccontare ai loro nipoti.
    Il sottoscritto, invece, vuole raccontare Loro di una sconfitta umana e sportiva, che ha involto vari soggetti e riprendersi dalla quale sarà pressoché impossibile.

    Da ieri sera, presso il nosocomio Ostunese, è ricoverato un ragazzo con la tibia ed il perone non già solo fratturati ma addirittura oggetto di tale seguente riflessione da parte del radiologo allorquando ha visionato le lastre: “ma si è scontrato contro un treno”?.
    Il ragazzo è un tipo tosto, pochi minuti dopo l’infortunio, pur avendo ben capito la gravità del trauma patito, rassicurava tutti noi angosciati, sorrideva e provava a farsi forza.
    Il ragazzo non potrà più giocare a calcio e l’unico auspicio è quello che riprenda col tempo la normale capacità di deambulazione.
    Nei secondi subito dopo l’infortunio il pubblico presente, i dirigenti, i giocatori tutti hanno avuto reazioni che è bene Loro sappiano: ci sono stati svenimenti, c’è stata gente che dava di stomaco, c’era chi piangeva, c’erano anche e soprattutto dei bambini col terrore negli occhi immediatamente allontanati dai genitori.
    Prevengo la Loro pronta, facile e, non me ne vogliano, semplicistica obiezione: “sono cose che purtroppo succedono”.
    Ebbene non è così! quanto accaduto ha avuto una sintomatologia prodromica e premonitrice davanti alla quale qualsiasi persona dotata di buon senso sarebbe intervenuta in tempo!
    È letteralmente drammatico avere una chiara percezione di quanto stà per accadere e non potere fare nulla per evitarlo…..forse, come presidente, avrei dovuto fare qualcosa…intervenire e ritirare la squadra…..come dovrebbe fare un genitore quando vede un proprio figlio che, affidato ad una struttura ricreativa per un certo lasso temporale, ebbene realizzi come quella struttura non fornisca tutte le garanzie in termini di sicurezza.
    A noi Società e Dirigenti viene chiesto di onorare i pagamenti di iscrizione, rispettare le regole del gioco, rispettare le regole etiche dello sport, rispettare gli avversari, rispettare gli addetti ai lavori siano essi arbitri e quanto d’altro. Ed il tal senso ci si impegna. Ci si impegna acchè i propri tesserati possano divertirsi ed al contempo distinguersi.
    Poi, però, si constata amaramente come quel pullman zeppo di passeggeri rappresentato dall’evento agonistico, venga consegnato alla guida di un autista che (lo si legga in senso lato) non solo non possiede la patente ma che ha evidenti problemi visivi non compensati dall’uso delle lenti.
    Allora succede che quanto è accaduto e le eventuali responsabilità (che mi riservo comunque di valutare, nell’interesse del mio tesserato, in ogni sede) di un ragazzo che non riesce a controllare la propria “foga agonistica”, o le responsabilità di chi permette a questo ragazzo di giocare perchè detta “foga agonistica” produce frutti di cui beneficiare quanto a risultati numerici a fine gara, viene, ai miei occhi, offuscata e gradata, perdendo quasi di connotati, da chi, invece e soprattutto, funge da contenitore di tutto questo e non pone un limite al suo realizzarsi.
    Dopo cinque anni nei quali mi sono sentito onorato di far parte di questo contenitore, pur avendo visto praticamente di tutto ed il suo contrario accadere durante le partite, ed avendolo accettato come parte integrante del gioco lato sensu inteso ieri ho “toccato con mano” ed ho avuto contezza totale di essere un mero passeggero di un pullman che non ha autista al suo posto. Ne deviene un senso di impotenza assoluta e di vergogna.
    Ossequiosi saluti.

    Fasano, lì 30 settembre 2012

    Il Presidente della ASD Cocoon Fasano
    Avv. Angelo Antonio Rapanà

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