FASANO – È uno 0-0 ricco di emozioni tra Fasano e Barletta, le due squadre si sono affrontate a viso aperto, combattuto colpo su colpo, ma alla fine il pareggio a reti bianche è ciò che resta dopo 95’ spettacolari.
Ai punti, un po’ meglio il Fasano ma a salvare il Barletta è il portentoso Figliolia, estremo difensore al debutto in biancorosso e provvidenziale in più di un’occasione, tra tutte su Vono e Salzano allo scadere.
Il Fasano mostra di nuovo i denti e sfoggia una gara di carattere, grintosa, e che spazza via i mugugni frutto delle ultime prestazioni. Lottano i biancazzurri e non si tirano indietro, esaltando il numeroso pubblico che alla fine tributa i propri beniamini con lunghi e scroscianti applausi.

La partita.
Agnelli cambia le carte in tavola e scende in campo con un solido 5-4-1 che vede l’esordio del difensore centrale Blondett e Staiciuc come unico terminale offensivo. La partenza dei padroni di casa è sprint e il Barletta nel primo quarto d’ora è alle corde. Non riesce a superare la proprio metà campo la squadra di Pizzulli, merito del Fasano che schiaccia i biancorossi nell propria aria registrando un dato eloquente: 6 corner nel giro di diciassette minuti.
Terminata la furia biancazzurra, il Barletta riprende fiato e coraggio e inizia a manovrare dalle parti di Lombardo.
Il primo tempo termina a reti bianche ma la partita è gradevole, il ritmo è alto e il tutto è condito dalla giusta dose di agonismo.
Le squadre si ripetono anche nel secondo tempo, il Fasano ha due occasioni importanti prima con Pinto e poi con Vona ma il portierino biancorosso Figliolia tiene chiusa la saracinesca e blinda il risultato, anche sulla punizione finale di Salzano.
Uno 0-0 che può accontentare entrambe le squadre e fomenta l’equilibrio nelle parti alte della classifica dove tutto resta ancora aperto e incerto.
La prestazione degli uomini di Agnelli non può che fare morale in vista della partita di domenica prossima, non un derby ma il derby, quello del “Tursi” contro i cugini del Martina Franca quest’anno allenati dall’ex Giuseppe Laterza. Un ingrediente di non poco conto e che aumenta il fascino di una sfida sentita dalla Valle d’Itria alla Piana degli Ulivi.


