MANFREDONIA (FG) – La scena dell’11ª giornata di Serie D in programma al “Miramare” se l’è presa la noia.
È 0-0 tra Manfredonia e Fasano, un classico pareggio a reti bianche che fa male al Fasano e, al contempo, fa festeggiare il Manfredonia come una vittoria sofferta.
E i sipontini hanno tutti i buoni motivi per esultare, e non soltanto perché hanno fermato la capolista.
La gara.
La notizia tra le file dei fasanesi è il ritorno tra i convocati di Nicola Loiodice, che però parte dalla panchina. Tra le novità, figura il debutto dell’olandese Loeffen dal primo minuto accanto all’inamovibile Tangorre, Consonni scivola in panchina. Tutto confermato nel restante scacchiere biancazzurro in cui Penza gioca il cruciale ruolo del trequartista a ridosso dell’unica punta Barranco.
Lo spartito del match è chiaro sin da subito, palla al fasano e padroni di casa pronti a pungere in ripartenza. Lo smalto degli uomini di Agnelli non è quello delle ultime apparizioni e i sipontini se ne accorgono subito salendo in cattedra. Il pressing dei doniani è a tratti asfissiante e questa tattica rischia di essere compromessa già dal 22’del primo tempo: Lamin Jallow, attaccante gambiano del Manfredonia, stende con un intervento molto duro De Mori. L’arbitro è a due passi e non esita a estrarre immediatamente il rosso. Dopo un cenno di proteste, la disperazione di Jallow che realizza di aver commesso una grossa ingenuità lasciando, di fatto, i propri compagni in inferiorità numerica per tutto il resto della gara.
Ma la vera notizia è che il Fasano non fa nulla per approfittarne. Il Manfredonia arretra dietro la linea del pallone e si trincera nella sua metà campo. Troppo prevedibile e lenta la manovra del Fasano e nulla può l’ingresso in campo di Nicola Loiodice, l’unico capace di accendere la miccia senza però mai trovare seguito dai suoi compagni.
L’assalto finale dei biancazzurri questa volta è all’arma bianca, anzi rischia persino di rivelarsi beffardo a causa di un’uscita “leggera” di Lombardo fuori dall’area nel tentativo di anticipare Urain ed è necessario l’intervento di Cusumano per sventare definitivamente la minaccia.
Un pareggio amaro dunque per la capolista che conserva il primato di due lunghezze dalle inseguitrici, Heraclea su tutte (oggi vittoriosa 1-0 a Sarno), e che domenica prossima tornerà al “Vito Curlo” in un match sulla carta più abbordabile, contro un Pompei ancora a secco di vittorie.

Tabellino
Manfredonia Calcio 1932-US Città di Fasano 0-0 (0-0 p.t.)
Manfredonia: Braca; Rondinella, Biagioni, Giglio, De Luca; Di Maso, Ceparano, Spinelli; Babaj (38’ s.t. Cicerelli), Urain, Jallow. All.: Luigi Pezzella (a disp.: Sibiliano, Severino, Giacobbe, Belloisi, Solazzo, Prencipe, Scoccola, Okoh).
Fasano: Lombardo; De Mori, Tangorre, Loeffen (34’ s.t. Cusumano), Lambiase (26’ s.t. Langella); Salzano, Vecchione (18’ s.t. Loiodice); Pinto (14’ s.t. Stauciuc), Penza, Corvino; Barranco. All.: Luigi Agnelli (a disp.: Piras, Consonni, De Angelis, D’Antona, Maccioni).
Arbitro: Gabriele Sciolti di Lecce (assistenti Vincenzo Pallone di Vicenza ed Enrico Antonini di Bassano del Grappa)
Ammoniti: Biagioni, Ceparano, Rondinella (M)
Espulsi: Jallow (M) al 22’ p.t. per fallo grave di gioco; D’Antona (F) al 31’ p.t. dalla panchina per proteste.
Note: 2500 spettatori circa; (trasferta vietata ai fasanesi), recuperi 2’ p.t. – 4’ s.t.; angoli 1-8; pomeriggio nuvoloso, terreno sintetico in buone condizioni.


